In sei pagine il rinnovato “network coronavirus”
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Il governo ha deciso
la nuova “rete Covid”
R.C.


La notizia anticipata dal Caffè nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 26 marzo trova conferma in una decisione del governo (al momento parrebbe ancora non ufficializzata) che porta comunque la data del 25 marzo. “Rilevata l’esigenza di assegnare, durante la fase dell’epidemia, un compito specifico anche ad altri ospedali da integrare nel dispositivo Covid-19 con i loro collaboratori e medici accreditati, nonché apparecchiature e materiale sanitario, nell’ottica di razionalizzare le risorse e i percorsi dei pazienti…” ed ecco, come pubblicato dal Caffè in precedenza, che il governo spiega come l’ospedale Italiano di Lugano e la clinica Santa Chiara di Locarno diventino strutture anche adatte ad ospitare pazienti covid “che necessitano di una continuazione delle cure o per i quali non è prevedibile un ricovero in cure intensive”.
Il governo si sofferma poi sulla funzione della struttura sanitaria di Faido, anche clinica di riabilitazione dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc). Si legge nella decisione del governo: “La sede di Faido sarà in appoggio alle cure suddette e anche per pazienti bisognosi di cure acute di minore intensità”.
Per quanto riguarda il reparto di psichiatria dell’ospedale Malcantonese di Castelrotto si spiega che sarà a disposizione “per i pazienti covid bisognosi di cure acute di minore intensità”. Ma non è finita con la riorganizzazione in appoggio ai due ospedali covid del cantone, La Carità di Locarno e la clinica Luganese Moncucco.
La decisione del governo entra in quella che può essere definita la quinta e sesta fase della presa a carico (dopo le ospedalizzazioni alla Carità e alla Moncucco, i ricoveri nelle terapie intensive e le ospedalizzazioni post acute all’Italiano, alla Santa Chiara, a Faido e a Castelrotto). Parte dei letti della clinica Hildebrand di Brissago e della sede di Novaggio, cioè la struttura di riabilitazione dell’Eoc, diventeranno “strutture di riabilitazione post Covid-19”.
Il governo conclude questa parte della sua decisione, sei pagine, in questo modo: “Gli altri ospedali e cliniche rimangono di principio destinati alla presa a carico dei pazienti senza evidenti sintomi di Covid-19. Tuttavia esiste la possibilità (ndr. in questa fase di emergenza e in funzione dell’evoluzione dei contagi) di integrarne altre nel dispositivo covid, in particolare dapprima la clinica Ars Medica e poi altre strutture sia somatico-acute che psichiatriche”.
Il Consiglio di Stato sottolinea ancora una volta, come fatto alcuni giorni fa, il “divieto assoluto di eseguire trattamenti non urgenti”. A verificare, spiega il governo, sarà l’Ufficio del medico cantonale.
Il documento del governo che allarga la rete sanitaria alla luce del crescente numero di contagi e di ricoveri spiega che “gli istituti autorizzati, su precisa indicazione della cellula di crisi, dovranno aumentare le proprie capacità, inserendo dei letti supplementari nelle camere singole e doppie e rinunciando alla fatturazione e informando debitamente i pazienti di questo provvedimento”.
Per quanto riguarda i costi provocati da questa emergenza (come pure i mancati introiti relativi all’obbligo di rinviare gli interventi non urgenti) il governo spiega che tutto ciò sarà oggetto di una ulteriore valutazione.
Tutti gli ospedali autorizzati, coinvolti in questo network sanitario di supporto ai due ospedali Covid-19 del cantone, “dovranno alimentare giornalmente la banca data in fase di allestimento con il numero di posti letto presenti e il relativo tasso di occupazione nonché l’effettivo del personale”.
26.03.2020


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