Sei livelli per la cura dei “pazienti coronavirus”
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Nel dettaglio la mappa
della nuova Rete Covid
R.C.


Nello scacchiere dell’emergenza una decisione governativa di queste ultime ore cerca di dare aiuto alle due strutture sanitarie interamente destinate ai pazienti covid, ovvero l’ospedale La Carità di Locarno e la clinica Luganese Moncucco. Il nuovo piano strategico (il Caffè è a conoscenza di una decisione, 6 pagine, datata mercoledì 25 marzo, cioè l’altro ieri, e firmata dal presidente del governo, Christian Vitta) aumenta la disponibilità di posti letto, cercando di sgravare gradualmente le due strutture al fronte. Si individuano nel percorso di presa a carico dei pazienti covid sei livelli (vedi il grafico in fondo all'articolo).
Il primo è quello delle cure intense.
Il secondo quello della fase acuta.
Il terzo, “la fase meno acuta, con pazienti provenienti dai pronto soccorso o dal livello due o in fase palliativa”.
Il quarto livello (la separazione tra il terzo e il quarto non è sempre netta) è relativo alla fase post-acuta. “Pazienti non ancora in grado di rientrare al proprio domicilio”.
Il quinto livello interessa la riabilitazione dei “pazienti debilitati a livello neurologico e polmonare”.
Il sesto livello, l’ultimo, contempla la convalescenza di “pazienti ancora fragili e privi di una rete sociale”.
Sono questi, i sei livelli che definiscono il nuovo percorso della presa a carico dei pazienti covid in Ticino. Un nuovo percorso che da subito, o realisticamente dai prossimi giorni, sarà concretizzato.
Indicativamente, si legge nella decisione governativa, si può dire che “l’ospedale La Carità avrà a disposizione 210 posti letto, la clinica Moncucco 240 per i ricoveri nei reparti. Per i pazienti tracheotomizzati, se ne contano 45 + 22 alla Carità, e 6 letti al Cardiocentro. Sono 40 invece, sempre per i reparti di cure intensive, le postazioni a disposizione nella clinica Moncucco”. La Moncucco, spiega il governo, può “far capo anche al personale dei servizi infermieristici generali e di anestesia delle altre cliniche private e di servizi privati”.
Nella nuova rete sanitaria di presa a carico dei pazienti, come scritto già ieri dal Caffè, sono state coinvolte la clinica Santa Chiara di Locarno, la sede di Faido della clinica di riabilitazione dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc), l’ospedale Malcantonese di Castelrotto, la clinica Hildebrand di Brissago e la sede di Novaggio del servizio di riabilitazione dell’Eoc. La clinica Ars Medica di Gravesano è invece, per ora, una struttura di “riserva” (con una sessantina di posti letto) per il livello quattro, ovvero la fase post-acuta. Vediamo nel dettaglio il percorso di gestione dei pazienti.
I pronto soccorso sono quelli della Carità e della clinica Moncucco. Per i non covid uno schema contenuto nella decisione del governo indica anche la clinica Santa Chiara di Locarno per i “non covid”.
Il livello uno, le cure intensive, ha a disposizione per Eoc 45 + 22 letti alla Carità e 6 al Cardiocentro di Lugano. Per la clinica Moncucco i posti in cure intensive sono 30/40 letti.
Per il livello due, la fase acuta, la Carità arriverà ad avere a disposizione 210 letti. La clinica Moncucco si doterà in totale di 240 letti.
Il livello tre, la fase meno acuta, con pazienti provenienti dai pronto soccorso o dal livello due, fase acuta, o da una fase palliativa, stando allo schema contenuto nella decisione del governo datata 25 marzo, l’ospedale Italiano a Lugano potrà avere una disponibilità di 105 letti. La clinica Santa Chiara, 58 letti.
C’è un confine non netto tra il livello tre e il livello quattro, ovvero la fase post-acuta, in cui può intervenire la struttura di Faido dell’Ente ospedaliero, con una disponibilità di 70 letti.
Il livello quattro, come detto la fase post acuta, per i pazienti non ancora in grado di rientrare al proprio domicilio, il network messo a punto nelle ultime ore prevede una presa a carico dei pazienti da parte dell’ospedale Malcantonese di Castelrotto, con 26 letti. È stata inoltre preparata una riserva, con 60 letti, a Gravesano con la clinica Ars Medica.
Il livello cinque, definito Reha (rete di riabilitazione), cura il percorso dei “pazienti debilitati a livello neurologico e polmonare”. Per questo livello, il cinque, sono state coinvolte la struttura riabilitativa dell’Ente ospedaliero a Novaggio e la clinica privata Hildebrand di Brissago. Infine c’è un livello sei, per cui il percorso è ancora in fase di elaborazione, quantomeno stando alla decisione del governo datata 25 marzo di cui è a conoscenza il Caffè, che riguarda i “pazienti ancora fragili e privi di rete sociale”.
Nel corso della giornata di oggi sarebbe prevista una presentazione in dettaglio (e forse anche aggiornata) rispetto a quanto qui sopra pubblicato, della decisione del governo, che inevitabilmente tocca anche aspetti relativi alle assicurazioni e ai costi.


27.03.2020



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