i deputati Ducry e Galusero sulla nuova legge di polizia
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"Diamo ai nostri agenti
i mezzi per prevenire"
CLEMENTE MAZZETTA


Giorgio Galusero e Jacques Ducry "gemelli diversi". Il primo deputato Plrt, il secondo indipendente nel Ps. Entrambi a favore della nuova legge sulla polizia. "Norme più che necessarie: garantiscono alla polizia i giusti mezzi per una corretta azione preventiva", sostiene Galusero. "Codificano sostanzialmente dei comportamenti passati e li adeguano alle nuove esigenze dando i giusti margini di operatività", aggiunge Ducry.
Altro che polizia dalle mani "troppo" libere, rispondono i due interlocutori: "Macché: in questa legge non c’è nessuna novità se non quella di dare competenze alla polizia per indagini preventive adeguate alle nuove realtà".
Piuttosto un po’ di formalismo in più, maggior burocrazia, magari qualche lungaggine dovuta all’entrata (nel 2011) del codice di procedura penale unificato. Da opposte posizioni politiche, lo stesso ragionamento.  La nuova legge, criticata dall’Ordine degli avvocati che teme una riduzione dei diritti individuali, è all’esame della Commissione della legislazione.
Per l’ex ufficiale di polizia, Galusero, le modifiche sono come la scoperta dell’acqua calda: "Già trent’anni fa facevamo quello che ora si è messo nero su bianco. Per pedinare, osservare, indagare non è che chiedevamo tanti permessi. Abbiamo sempre trattenuto i minorenni in attesa che i genitori venissero a riprederseli. Abbiamo sempre fermato i maggiorenni a rischio, esagitati, anche se non avevano commesso alcun reato".
Prevenire, dunque. Sempre necessario anche quando per bocca dello stesso ministro delle istituzioni, si dichiara che sono diminuiti i reati nel cantone, dice Galusero: "Sì, oggi ci sono meno reati. Ma non bisogna abbassare la guardia. Semplicemente, visto che dal 2011 è entrato in vigore il nuovo codice di procedura penale, visto che il nuovo garantismo non permette più di farlo, occorre avere le basi legali necessarie per tutti gli interventi, dal pedinamento alla sorveglianza alle indagini contro la pedofilia su Internet".
Alle critiche di eccesso di discrezionalità concessa alla polizia - la custodia cautelare di 24 ore senza comunicazione al magistrato -, Ducry ribatte con l’esempio francese. A Parigi la "garde à vue"(ovvero il fermo di polizia) può durare fino tre giorni prima dell’avviso al magistrato. Una modalità utilizzata anche all’eccesso, circa 900mila i casi ogni anno. "Recentemente - spiega - anche l’ex presidente Nicolas Sarkozy è stato trattenuto in gendarmeria per due giorni. Da noi, tutte le leggi che limitano la libertà personale, dai pedinamenti ai controlli telefonici alla custodia di polizia per 24 ore, devono essere applicate in base al principio della proporzionalità e della sussidiarietà".
Dunque? "In base all’esperienza, alla legge, se questi provvedimenti vengono approvati cum grano salis nulla da eccepire. Ci fossero degli abusi ci sono tutte le garanzie per intervenire. Oggi con le nuove forme di criminalità, anche informatica, è necessario che la polizia abbia tutti i mezzi a disposizione".

c.m.
10.06.2018


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