Idee sul governo spagnolo a maggioranza femminile
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Se le donne in politica
fanno ancora notizia
GIUSEPPE GROSSO DA MADRID


Undici donne e sei uomini, il nuovo governo del premier e leader del Partito socialista Pedro Sánchez si muove a trazione femminile. E la presenza di tante ministre è un fatto storico per la Spagna che segna un record anche rispetto al governo di José Luis Zapatero, che nel 2004 aveva introdotto una divisione a metà tra i due sessi. Sánchez, che è subentrato all’ex presidente del Partido popular Mariano Rajoy, defenestrato dopo un voto di sfiducia in parlamento, ha inserito nella squadra anche l’astronauta Pedro Duque, responsabile della scienza e della ricerca.
Ma l’ondata femminista in Spagna non convince tutti. È davvero una svolta? E che cosa pensa la società civile del governo più rosa della storia del Paese iberico? Il Caffè lo ha chiesto a 11 (quante le neoministre) cittadine spagnole. "Siamo di fronte a un segno di apertura - sostiene Tamara Núñez, antropologa di 35 anni -. C’è ancora molta strada da fare, ma si tratta pur sempre di una piccola conquista che dobbiamo a quanti lottano quotidianamente per una società più inclusiva e più femminista".
Ma appunto la scelta di Sánchez non fa l’unanimità. "Attenzione però a non confondere femminile con femminista - avverte Ana Vicaria, ingegnere di 29 anni -. L’assetto dell’esecutivo socialista fa ben sperare, ma un governo a prevalenza femminile senza politiche specificamente femministe non è sufficiente". E in effetti, quanto c’è di marketing politico nella scelta di Sánchez? La domanda serpeggia maliziosamente soprattutto nell’area politicamente vicina all’uscente Partido popular. E se la pone anche Ana Arias, 32 anni, lighting designer: "Non vorrei che si trattasse di una mera operazione mediatica; l’assegnazione dei ministeri dovrebbe rispondere solo a criteri di merito e competenza". Dall’altro lato della scrivania, storce il naso una sua collega, Miriam Gutiérrez, stessa età, opinioni differenti: "Il fatto che un governo a maggioranza femminile sia notizia è segno dell’arretratezza culturale in cui viviamo".
Patricia Bernardos, illustratrice di 34 anni, con il suo giudizio cerca invece l’equilibrio tra la questione di genere e quella politica: "È fondamentale - dice -  che delle donne occupino posti di potere, per un’elementare questione di uguaglianza, ma ancora più importante è che questo nuovo governo sia efficiente". O, quanto meno, più efficiente e onesto del precedente di Rajoy, che per molti commentatori politici passerà alla storia come il governo dell’austerità e della corruzione. "Dopo anni di tagli ai diritti e allo stato sociale, un cambio al vertice non può che essere ben accolto", sottolinea Ana María Moreno, pensionata, 61 anni.
Ma siamo di fronte a un vero cambio di paradigma? "La presenza di 11 donne è una chiara dichiarazioni di intenti che può riportare l’attenzione generale sui diritti e le politiche sociali". Raquel Olcoz, scrittrice e giornalista di 42 anni: "Il ricambio politico mi sembra in sè molto salutare per la vita democratica". Olcoz, poi, aggiunge un altro concetto: "Però poco mi importa quante siano le donne. Mi importa piuttosto che siano tutti competenti e onesti. La vera uguaglianza l’avremo quando il sesso di una persona smetterà di essere rilevante".
Da Segovia, nel cuore rurale della Spagna, parla Ana Alonso, 47 anni, ragioniera: "Sono contenta di questa prevalenza femminile, perché credo che le donne abbiano un approccio ai problemi differente rispetto agli uomini, e spero che questa peculiarità si rifletta nelle politiche di questo governo a beneficio di tutte noi cittadine". Di nuovo madre e figlia, Aurora Hebrero, 60 anni, e Sara Maroto, 33, separate dagli anni ma unite dall’entusiasmo per la svolta rosa di Sánchez: "Sotto il franchismo ci hanno educato nel segno di un maschilismo oscurantista, e questo cambio mi sembra una grande conquista", dice Aurora. "Come donna - aggiunge Sara - mi sento più rappresentata". Né Sara né Aurora conoscono María Cano, disegnatrice tecnica di 42 anni, ma andrebbero d’accordo, visto il suo giudizio: "Queste donne forti e intelligenti - dice - in ruoli di potere possono servire da modello e ispirazione per le più giovani".
10.06.2018


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