I progetti degli ultimi sei mesi "produttivi" della legislatura
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I temi ancora aperti
sull'agenda del governo
CLEMENTE MAZZETTA


Ultimi sei mesi operativi per il governo. Poi a partire da dicembre cominceranno - più intense - le manovre elettorali. Nel frattempo la scena politica, al netto delle polemiche fra i partiti sul Caso Argo1 e Città dei mestieri, sarà dominata da almeno tre questioni: quella del salario minimo, della destinazione del Cardiocentro, del futuro delle Officine di Bellinzona.

Rapporti con l’italia
Con Claudio Zali alla presidenza del governo e Norman Gobbi a quella della Regio Insubria, la Lega sembra essere favorita nell’ultimo anno di legislatura. Pensa di avere due sponde importanti: il governo Conte in Italia con il leghista Matteo Salvini da una parte e Ignazio Cassis dall’altra (a Berna). Parte avvantaggiato  Gobbi per i rapporti italo-ticinesi. Sul tavolo il tema dell’uso dei ristorni dei frontalieri. Evitato il blocco (sostenuto da Zali e Gobbi), il governo proverà a metter nero su bianco una serie di interventi prioritari su infrastrutture, ambiente, collegamenti. L’obiettivo è  vincolare i ristorni alla messa in sicurezza delle strade di confine.

Albo artigiani
Costellazione meno favorevole per Zali, che è rimasto con il cerino in mano dell’Albo degli artigiani, la cui abolizione sarà discussa in autunno. In estate si concluderà la seconda parte della consultazione sul piano direttore relativa ai poli di sviluppo economico. Poi, salvo ricorsi e contestazioni, il governo sarà chiamato ad approvarne la versione definitiva. Più importante il messaggio della nuova legge edilizia, in corso d’opera, che ha fra gli obiettivi quello di ridurre i tempi, semplificare le procedure e scoraggiare l’eccesso di ricorsi.

Piano delle aggregazioni
Gobbi non chiuderà il grande cantiere della "giustizia 2018", vittima del complesso della "tela di Penelope": tutto rinviato al prossimo quadriennio. Chiusa invece la nuova legge sugli esercizi alberghieri, con una serie di modifiche che snelliscono il settore alberghiero e quello della ristorazione. Per la fine di settembre si è in attesa dell’ultimo piano sulle aggregazioni, che ridurrà il Ticino a soli 27 comuni.

Finanze
Aver portato le casse dello Stato in pareggio, dopo anni di cifre rosse non garantirà a Vitta l’immunità da altri grattacapi. Come quello della "Città dei mestieri", il cui destino, rinviato a settembre, sarà completamente in mano al parlamento. Ma a dicembre presenterà un bilancio in attivo (il preconsuntivo di giugno segnala una trentina di milioni d’avanzo). In estate preparerà il secondo pacchetto della riforma fiscale, che dovrà recepire la riforma federale, e affinerà la nuova legge sull’innovazione economica.  Quasi pronto il messaggio sulle Officine di Bellinzona, un investimento di 100/120 milioni da coordinare con la città. Fra i provvedimenti in esame anche l’applicazione della preferenza indigena negli uffici regionali di collocamento, come deciso dal Consiglio federale.

La sanità
Si prospetta un autunno intenso per Paolo Beltraminelli che deve affrontare la questione del Cardiocentro, sul cui destino il governo cercherà di trovare una soluzione rapida. Il Dipartimento sanità e socialità sta inoltre preparando una proposta per le cure preventive dei denti (un controgetto all’iniziativa  per il rimborso   delle spese dentarie), e modificando la legge sui sussidi cassa malati, in particolare a favore delle persone sole. Buone notizie: a settembre  i giovani (fino a 25 anni) dovrebbero pagare di meno in base alle decisioni federali (-90 franchi). Il problema è quanto pagheranno di più gli adulti.

Scuola che verrà
Per Manuele Bertoli il tema di fondo degli ultimi sei mesi - ma anche sino a fine legislatura - sarà la difesa della "Scuola che verrà". Una battaglia che si concluderà il 23 settembre, giorno del referendum contro la sperimentazione. Passasse il suo progetto (contrari Udc e Lega), Bertoli potrebbe guardare con più ottimismo al 2019.  c.m.
08.07.2018


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