Le alternative alla riforma fiscale del ministro Vitta
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"Ecco cosa faremmo
con quei 70 milionii"
CLEMENTE MAZZETTA


Il taglio lineare del 5% del moltiplicatore cantonale, rimette nelle tasche dei contribuenti ticinesi fra i 60 e i 70 milioni. Questa la stima della proposta del ministro delle Finanze Christian Vitta, che alleggerisce la tassazione sia ad aziende che a cittadini.
Ma se invece dello sconto del 5% sulle imposte si lasciassero le cose come sono, se non si toccassero le entrate, cosa si potrebbe fare con quei milioni? Dove investirli, come spenderli, quali servizi garantire? 60/70 milioni sono il costo di due riforme scolastiche a pieno regime proposte dal Dipartimento delle scuola (Decs). Oppure tre nuove scuole medie di Caslano.
Che fare? Ecco l’esercizio che il Caffè propone ai capogruppo dei partiti di governo e ai deputati dell’opposizione. "Semplice si potrebbero ridare a quei cittadini che dal 2016 hanno subito una serie di tagli ai sussidi cassa malati per 50 milioni di franchi - è la risposta di Ivo Durisch, capogruppo Ps -. Il 25% dei contribuenti che non beneficeranno nemmeno di un franco di questi sgravi sono gli stessi cittadini che hanno subito i tagli della politica familiare".
Maurizio Agustoni, capogruppo Ppd, che di per sé non è contrario ad una riduzione delle imposte se fatta con un’ottica globale, ha un’altra proposta: "Come prima misura si potrebbe ridurre in modo consistente l’imposta di circolazione, che è la più alta di tutta la Svizzera e che è stata aumentata per far fronte alle esigenze finanziarie del Cantone. Questo sul ceto medio potrebbe avere un effetto migliore che il taglio del 5%". Per Agustoni occorre rivedere la fiscalità, ma in altro modo: "Un alleggerimento fiscale, va fatto con una visione d’insieme. Bisogna pensare a chi è stato svantaggiato. A chi è stato dimenticato dalle riforme fiscali, come i single, ad esempio, che non hanno ricevuto né incentivi né misure sociali. Poi occorre rivedere certe decisioni, come la tassa sugli utili immobiliari".
Concetti analoghi a quelli espressi del capogruppo della Lega, Daniele Caverzasio: "Quello di Vitta è solo uno spot elettorale. Ci sono i single a cui pensare. E pure i Comuni che sono stati munti in questi anni all’inverosimile. Se non si opera una riduzione fiscale pensando al ceto medio, si usino queste risorse per infrastrutture (penso alla viabilità), ma anche per politiche sociali, per aiuti a chi è in assistenza o per gli ultra cinquantenni espulsi dal mondo del lavoro".
Di tutt’altra opinione Alex Farinelli, capogruppo Plrt che sposa pienamente le proposte di Vitta: "Fra i compiti e le funzioni di uno Stato c’è anche quello della politica fiscale. In quest’ambito ogni tanto ci deve essere spazio per sgravi fiscali che fanno bene ai cittadini e alle imprese. Rispetto a chi è favorevole a ridare questi soldi in sussidi, o ad investire in qualche opera, sono del parere che si possono lasciare nelle tasche dei cittadini".
Concreto Gabriele Pinoja deputato Udc : "Come alternativa ai tagli fiscali, penso soprattutto agli investimenti - sostiene l’ex presidente dell’Udc che chiuderà ad aprile la sua presenza in parlamento -. Con 60/70 milioni si possono realizzare infrastrutture turistiche in grado di attrarre turisti, creare nuovi posti di lavoro, rilanciare l’economia. Nel Locarnese si potrebbe pensare ad una pista di pattinaggio per il curling e l’hockey, o ad un potenziamento delle piste ciclabili. Oppure anche ad un ampliamento della strada Cadenazzo-Quartino a quattro corsie. Di sicuro lascerei stare il sociale, che è già molto avanzato".  
Opinione che non trova concorde Francesco Maggi dei Verdi. "Il fatto reale è che quei soldi non ci sono. Ma come alternativa, meglio iniziative per il sostegno agli over 50 espulsi dal mondo del lavoro. Non solo. Con una risorsa simile si può intervenire in più direzioni: rivedendo i contributi chiesti ai Comuni, riducendo il debito pubblico, riducendo il carico fiscale e, appunto, potenziando lo Stato sociale".

cmazzetta@caffe.ch
16.09.2018


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