6/Nuove identità, il movimento ambientalista si rilancia
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Un'opposizione Verde
a geometria variabile
LIBERO D'AGOSTINO


A fianco dell’Mps per le Officine di Bellinzona. Schierati con Ppd, Udc e Ps contro i semafori sul Piano di Magadino. Congiunti con i socialisti per le elezioni federali di ottobre. Pronti a sostenere un referendum del Movimento per il socialismo contro il piano di rilancio dell’aeroporto di Agno. I Verdi hanno scelto la strada di un’opposizione con alleanze a geometria variabile, bene attenti, però, a salvaguardare sempre la loro autonomia politica.
Gli ambientalisti ticinesi sembrano aver definitivamente metabolizzato le scorie tossiche della sciagurata stagione di Sergio Savoia, il coordinatore solo al comando che aveva trasformato il movimento in una forza collaterale della Lega e del primanostrismo. Autonomia e un’organizzazione orizzontale per profilarsi come la vera alternativa "alla politica miope degli altri partiti" nella difesa dell’ambiente, contro lo "spreco del territorio e l’economia usa e getta".
Vabbè l’effetto Greta Thunberg, ma pochi avrebbero scommesso sulla possibilità che i Verdi alle elezioni dello scorso aprile riuscissero a conservare i sei seggi in Gran Consiglio, dopo la lacerante divisione del gruppo parlamentare e la rottura col trio Merlo-Patuzzi-Denti. Superata la traumatica crisi d’identità del dopo Savoia,  i Verdi sembrano aver ritrovato sé stessi, rilanciando l’originaria vocazione ambientalista, senza trascurare, però, i problemi sociali. Un’impostazione programmatica non dissimile da quella dei partiti ecologisti degli altri Paesi europei. Incentrata sulla lotta ai cambiamenti climatici, la difesa dei diritti civili e la giustizia sociale, che in Ticino è declinata nella lunga battaglia per il salario minimo e con una visione della politica economico-fiscale che dovrebbe  "attirare nel cantone soltanto le aziende che garantiscono paghe dignitose".
Riorganizzato il movimento giovanile e resettata l’organizzazione interna per valorizzare "la pluralità e la condivisione delle idee", come ha spiegato Nicola Schönenberger, uno dei tre coordinatori, il movimento si sta muovendo a tutto campo: dalla richiesta al Consiglio di stato di proclamare anche in Ticino l’emergenza climatica  a quella per potenziare il riciclaggio delle plastica, dall’ allarme sui presunti rischi della tecnologia 5G, alla mozione per sollecitare il trasferimento del traffico merci su rotaia, all’ opposizione agli investimenti milionari per rilanciare l’aeroporto di Agno. Scalo che, secondo i Verdi, potrebbe essere utilizzato "per coltivare patate bio che assicurerebbero almeno un modesto rendimento agricolo".
Un nuovo attivismo politico colorato a volte da azioni simboliche a presa mediatica, con le giovani verdi travestite da sardine per rivendicare una maggiore capillarità dei trasporti pubblici a prezzi accessibili o con le pagnotte distribuite ai gran consiglieri per ricordare l’urgenza del salario minimo.  
La concorrenza degli altri partiti sempre più sensibili ai problemi ambientali, col Plr svizzero che ipotizza, addirittura, tasse sulla benzina e sui biglietti aerei, non inquieta più di quel tanto i Verdi, che liquidano queste novità come semplice "aria fritta  e marketing elettorale".  A preoccuparli di più, nonostante l’ondata di favore mondiale per la battaglia contro il surriscaldamento del pianeta, dovrebbe essere il fatto che in Ticino sono ancora visti come il partito dei mille divieti, "verde fuori e rosso dentro", che dice no a tutto. Ancora ben lontano dal pragmatismo dei Verdi tedeschi che riescono a coniugare con successo le ragioni dello sviluppo economico con la protezione dell’ambiente.
Tra gli abbagli di un’economia circolare, che si rigenererebbe da sola, e il sogno di una decrescita felice, si rischia di dimenticare che lotta contro il cambiamento climatico ha un ingente costo economico che le classi popolari non riuscirebbero a sopportare. Con la protesta dei Gilet gialli in Francia si è visto quanto possa essere pericoloso lo scarto "tra chi può permettersi di pensare alla fine del mondo e chi, invece, può solo pensare a come arrivare alla fine del mese".

ldagostino@caffe.ch
(6 - fine / le precedenti puntate sono state pubblicate domenica 5, 12, 19, 26 maggio e 2 giugno)
09.06.2019


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