Ritorna sulla scena il maggioritario con tre grandi "poli"
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Il sistema proporzionale
come il mitico... Titanic
CLEMENTE MAZZETTA


Più aumentano i partiti in parlamento, più cresce la voglia di maggioritario. Soprattutto dopo che l’asse "elettorale" fra Ppd e Plrt da "congiunzione tecnica" si sta trasformando in qualcosa d’altro. In una congiunzione imperfetta, fra il tecnico e il politico. Questo il sospetto dei partiti minori che hanno visto, ad Airolo, parlare dallo stesso palco sia il senatore popolardemocratico Filippo Lombardi che il candidato liberal-radicale al Consiglio degli Stati, Giovanni Merlini. "E dire che avevano sempre definito la congiunzione un imbroglio elettorale", commenta Piero Marchesi, presidente dell’Udc, che ha appena lanciato un’iniziativa per estendere le congiunzioni a livello  cantonale e comunale -. Sono stati i partiti di centro e di sinistra in passato a non volere il maggioritario. Siamo l’ultimo cantone ad avere un sistema proporzionale, senza possibilità di congiunzioni; si può pensare di cambiare". Ora qualcosa si sta muovendo. E più rapidamente del previsto si sta aprendo più di una porta verso una semplificazione dello scenario politico.  Intanto, in questa tornata elettorale, la repubblica dei tanti partiti (in Gran Consiglio ne sono presenti nove, di cui sei abbastanza numerosi da costituirsi in gruppo) si sta riorganizzando in tre poli: sinistra, centro, destra. Il sistema proporzionale, che da oltre un secolo ha retto (garantendo posti e assicurando sedie un po’ a tutti), sta facendo la fine del Titanic sotto l’Atlantico: si sta lentamente sgretolando.
Il presidente del Ppd, Fiorenzo Dadò, aveva parlato del maggioritario già nel 2015. Preoccupato "per l’incapacità del governo e del parlamento" di far fronte alle esigenze concrete del Cantone aveva presentato una mozione con Alex Farinelli chiedendo di valutare i pro e i contro al Consiglio di Stato. La mozione è ancora in attesa di risposta. "Il governo ci ha snobbato - dice Dadò - per questo sto preparando un’iniziativa per introdurre il maggioritario in Ticino. Io sono favorevole, ma dev’essere il popolo a decidere. Dobbiamo essere consapevoli che con questo nuovo sistema cambierà la storia del Cantone". L’iniziativa potrebbe essere lanciata entro la prossima primavera.
Nel Plrt, fosse per l’ex presidente Rocco Cattaneo, la scelta del maggioritario, e magari prima di un grande partito di centro, sarebbe cosa fatta. Più prudente l’attuale presidente, Bixio Caprara: "La congiunzione tecnica fra noi e il Ppd è stata una decisione opportuna e indispensabile per rispondere ai  poli che si sono costituiti a destra e a sinistra", precisa Caprara. Poi, rispondendo a Marchesi, aggiunge: "Non si possono cambiare le regole sul piano cantonale senza una riflessione sul sistema rappresentativo. Altrimenti tutto si risolve in una scelta opportunistica  che rischia di polverizzare il parlamento in un insieme di tanti partitini". In sostanza, "occorre riaprire il discorso sul maggioritario introducendo una soglia di sbarramento d’accesso al parlamento".
Una rivoluzione che non entusiasma Igor Righini, presidente del Ps: "L’attuale sistema proporzionale per il Consiglio di Stato non solo garantisce la presenza in governo di più forze, ma privilegia il dibattito sui temi e sulle idee rispetto alla personalizzazione della politica. Mentre il proporzionale dà voce anche alle minoranze, il maggioritario vira decisamente verso una ulteriore mediatizzazione della politica - sostiene Righini -. Meglio riprendere in mano la questione delle congiunzioni anche per il Gran Consiglio".
cmazzetta@caffe.ch
(1 - continua)
08.09.2019


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