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Uno studio sull'affluenza alle urne per il Nazionale
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Alle elezioni federali
più elettrici giovani
PASCAL SCIARINI E NENAD STOJANOVIĆ *


L’affluenza è stata una delle grandi incognite alla vigilia delle elezioni federali del 20 ottobre. Molti commentatori avevano pronosticato che la mobilitazione dei giovani per il clima e quella delle donne per l'eguaglianza e salari equi avrebbero portato, per la prima volta dopo il 1975, il tasso di partecipazione al di sopra della soglia del 50%. Ma così non è stato. La forte mobilitazione di una parte dei giovani e delle donne ha sì avuto un impatto sul successo dei partiti “verdi” nonché sulla quota di donne elette al Consiglio Nazionale, cresciuta dal 32 al 42%. Ma l’affluenza non è aumentata: è scesa di 3,4 punti percentuali, attestandosi al 45,1%. È il terzo tasso più basso della storia. Il calo della partecipazione ha interessato tutti i cantoni tranne Appenzello Interno. È stato moderato in alcuni cantoni (come Berna, Neuchâtel, Vaud, Zugo), ma abbastanza forte in altri (come Friburgo, Ginevra, San Gallo, Vallese, Ticino) e fortissimo in Uri e nel Giura (meno 11 punti percentuali rispetto al 2015).



Come spiegare la diminuzione del tasso di partecipazione? Un fattore senz’altro importante è stata la debole mobilitazione dell'elettorato della destra nazionalista – l’UDC ha infatti perso ben 3,8 punti percentuali e 12 seggi rispetto alle elezioni del 2015 –, probabilmente perché il tema della migrazione non era al centro delle preoccupazioni dell’opinione pubblica come quattro anni fa. Ma che dire delle differenze nella partecipazione per sesso e classi di età? I giovani e le donne hanno votato meno del previsto? Oppure sono le elettrici e gli elettori più anziani ad aver disertato le urne più del solito?

Possiamo fornire una prima risposta a queste domande analizzando i dati di quei pochi cantoni che raccolgono le informazioni precise circa l’affluenza per sesso e fasce di età, fra cui Ginevra, Neuchâtel, San Gallo (solo alcuni comuni) e Ticino (una cinquantina di comuni).

Questi dati ci dicono che i giovani fra i 18 e i 24 anni hanno, come di consueto, partecipato meno dei loro concittadini meno giovani. Ma il divario di partecipazione tra giovani e meno giovani si è notevolmente ridotto tra il 2015 e il 2019: un primo indicatore che in termini relativi i giovani – e soprattutto, come vedremo, le giovani – si sono mobilitati più del solito. Questa osservazione va tuttavia inserita nel suo contesto: i giovani non hanno partecipato di più quest’autunno rispetto a quattro anni fa. Solo nel cantone di Neuchâtel, infatti, il tasso di partecipazione dei giovani (18-24 anni) è aumentato di poco (più 0,9 punti percentuali) rispetto al 2015.

Il risultato più interessante riguarda però le differenze di partecipazione fra uomini e donne che possiamo osservare se ci focalizziamo esclusivamente sull’elettorato giovanile. Notiamo infatti che nel 2019 l’affluenza delle giovani donne è stata superiore a quella dei loro coetanei maschi, soprattutto se paragonata alle due elezioni precedenti (vedi grafico). A Ginevra, ad esempio, il tasso di partecipazione alle elezioni federali del 2011 è stato lo stesso per uomini e donne dai 18 ai 24 anni. Nel 2015, le donne più giovani (18-19 anni) hanno partecipato più degli uomini della stessa età (più 3 punti percentuali). Quest’anno, sempre a Ginevra, il divario di partecipazione tra giovani donne e uomini è ancora più pronunciato e si estende a diverse fasce di età. In effetti, nel 2019, il tasso di partecipazione delle donne, se messo in relazione a quello degli uomini, era di 5,5 punti superiore tra i 18-19enni, di 3,6 punti tra i 20 e i 24 anni e di 2,4 punti tra i 25 e i 29 anni.

Lo schema è identico si osserva nel cantone di Neuchâtel: nessuna o poche differenze tra giovani uomini e donne nel 2011, maggiore partecipazione (più 4 punti) tra le donne più giovani (18-19 anni) nel 2015 e un ulteriore rafforzamento del divario nel 2019 (più 6,9 punti fra le 18-19enni e più 3,6 punti nella fascia di età tra i 20 e i 24 anni).

Le differenze di partecipazione tra giovani donne e giovani uomini sono ancora più impressionanti se espresse in termini relativi: a Ginevra e a Neuchâtel il tasso di partecipazione delle giovani donne alle elezioni federali del 2019 è stato del 25% superiore nella classe di età di 18-19 anni e del 15% per quella di 20-24 anni. In Ticino invece era del 9% superiore nella fascia di età 18-19 anni e di fatto esistente nella fascia superiore. Ma va sottolineato che il tasso di partecipazione dei giovani ticinesi (sia donne che uomini) è di gran lunga superiore a quello dei giovani ginevrini, neocastellani, sangallesi e zurighesi.


Le manifestazioni in favore del clima e lo sciopero delle donne del 14 giugno hanno probabilmente contribuito alla mobilitazione delle giovani elettrici. Tuttavia, il fatto che una differenza di genere era già osservabile nel 2015 a Ginevra e Neuchâtel per la fascia di età di 18-19 anni suggerisce che la maggiore affluenza delle giovani donne fa parte di un’evoluzione più ampia e probabilmente più duratura. Una possibile spiegazione di questo fenomeno è data dalle differenze nei livelli di formazione. Le statistiche mostrano infatti che ci sono ormai più donne che maschi in possesso di un diploma di scuola superiore o di una laurea universitaria. E sappiamo che, in generale, le persone con questo tipo di formazione si interessano maggiormente alla politica e di conseguenza partecipano con maggiore frequenza nelle elezioni e le votazioni.

* Professori di scienze politiche, Università di Ginevra
14.11.2019


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