Alcune gocce di saliva e poca spesa per scoprire le origini
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E ora voglio sapere
da dove provengo
PATRIZIA GUENZI


Bastano alcune gocce di saliva o di sangue e poche centinaia di franchi per ricostruire le nostre origini, per sapere da dove proveniamo. E agli svizzeri piace scalare l’albero genealogico, risalire ai propri antenati, ma anche individuare predisposizioni genetiche alle malattie, stabilire diete e l’attività fisica più adatta. Sono i test genetici che uno svizzero su 25 già ha fatto. Sempre più in voga in tutto il mondo, sollevano però anche interrogativi sulla loro affidabilità, che per alcuni medici è paragonabile a quella di un oroscopo. Fondamentale, quindi, affidarsi a laboratori seri.
Oggi gli esami genetici possono essere eseguiti in modo semplice e poco costoso. In Svizzera ci sono quattordici aziende attive nel mercato delle analisi genetiche extra-mediche, le principali sono ProGenom e iGenea. Quest’ultima, società con sede a Baar (canton Zugo), ha una banca dati, gestita assieme ad altre aziende e alla National Geographic Society, di circa 700mila profili. La banca dati più grande al mondo per i profili genealogici.
Almeno quattrocento, invece, le aziende estere che offrono i loro servizi online a clienti svizzeri. Troppe, e Berna vuole correre ai ripari. La Legge federale sugli esami genetici sugli esseri umani (Legu), in vigore dal 2007, non è infatti più conforme alla situazione attuale. Ad esempio, non disciplina in modo sufficientemente severo l’utilizzo commerciale dei test del Dna, in particolare quando questi sono offerti da aziende straniere. A preoccupare, i cosiddetti "direct-to-consumer genetic tests" (dtc-gt) che permettono a chiunque di sottoporsi a esami genetici, non solo a scopi medici. Inoltre, la legge non fa una chiara distinzione tra i test lifestyle e quelli che rientrano invece in ambito medico, utilizzati per diagnosticare malattie ereditarie, sindromi o predisposizioni ad alcune patologie (ad esempio i tumori).
Oggi come oggi, mappare il proprio profilo genetico, è piuttosto semplice. Ritrovare antenati (un’esigenza più che comprensibile, tutti noi sentiamo il bisogno di sapere da dove veniamo, chi ci ha generati), diagnosticare sindromi o predisposizioni ad alcune patologie, fare analisi sul feto, stabilire diete (vedi riquadro a lato) o confermare legami di parentela. "Soprattutto questi ultimi, i test di paternità, sono parecchio aumentati - dice Carmen Li Volsi, del Laboratorio Unilabs di Breganzona -. Capita nelle cause di separazione: il padre vuole essere sicuro di non dover mantenere il figlio di un altro. Un tempo su questo fronte c’era molta più riservatezza, oggi no. Oggi si preferisce sapere". E pure gli assicuratori sulla vita volevano sapere, chiedendo a Berna di poter accedere ai test genetici degli stipulanti. Richiesta però bocciata.
Insomma, gli abusi sono dietro l’angolo. Ecco perché la Confederazione ha deciso di intervenire inasprendo la legge, per "prevenire gli abusi e garantire la protezione della personalità". In linea di principio, dunque, gli esami genetici in ambito medico potranno essere prescritti soltanto da un medico. Regolamentate anche le informazioni in eccesso: la persona potrà decidere quali sapere. I test effettuati al di fuori dell’ambito sanitario saranno soggetti a norme più o meno severe. Gli esami di caratteristiche degne di particolare protezione, che presentano un certo potenziale di abuso, come le attitudini sportive, potranno essere prescritti soltanto da professionisti della salute. Il Consiglio federale intende pure definire più precisamente questi professionisti, fra cui figurano ad esempio i farmacisti che dovranno garantire che le persone interessate siano informate in modo esauriente e dovranno sovraintendere al prelievo del campione. Infine, i laboratori che eseguono questi test saranno soggetti ad autorizzazione.
La maggior parte delle persone che si affidano ad un test del Dna vuole avere informazioni sulla propria salute. Ecco perché è necessario un supporto medico per interpretare correttamente le molte informazioni che il test fornisce e che potrebbero pure creare pericolosi allarmismi. Un supporto medico del tutto assente nei prodotti reperibili online. Importante, infatti, ricorrere a questo tipo di analisi in modo ponderato e razionale. Certe patologie sono legate a mutazioni in alcuni geni e il medico può dunque prescrivere un test diagnostico per confermare una malattia che già manifesta alcuni sintomi. Non va dimenticato che i test genetici sono in grado di scavare nella profonda identità degli individui e aprire la strada ad una medicina sempre più personalizzata. Ma non sono immuni da errori. Non sempre danno certezze, a volte soltanto indicazioni probabilistiche perché certe patologie dipendono da vari fattori, oltre quelli genetici. Un’ulteriore dimostrazione di quanto il supporto medico specialistico sia fondamentale. Solo riuscendo a "scandagliare" tutti i geni l’esame potrà infatti realmente essere d’aiuto all’individuo. E non creare inutili allarmismi.

pguenzi@caffe.ch
10.06.2018


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