Dieci colli alpini saranno a disposizione dei cicloamatori
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Passi chiusi alle auto
per far spazio ai ciclisti
FRANCO ZANTONELLI


Atroce per un uomo in bici". In questi termini efficaci l’ex-vincitore del Giro d’Italia, Gilberto Simoni, ha definito, sulle pagine del Corriere della Sera, lo Zoncolan, un’ascensione delle Alpi friulane con una pendenza del 20%. Un vero e proprio inferno sulle due ruote. Eppure nei mesi estivi non pochi cicloturisti si cimentano su questa ed altre salite che spezzano le gambe. Uno dei preferiti, anche dagli svizzeri, è lo Stelvio, con la sua mitica Cima Coppi, situata a 2.758 metri sul livello del mare. "Una faticaccia ma ne valeva la pena", commentò, nel 2009, la sua scalata in bici dello Stelvio l’ex-consigliere nazionale Fulvio Pelli.
Da quest’anno, consapevole del crescente successo delle escursioni, spesso impegnative, sui pedali da parte di molti turisti in Svizzera 10 colli alpini verranno chiusi al traffico motorizzato, durante alcuni fine settimana estivi, per consentire ai ciclisti dilettanti di dare sfogo alla loro passione, senza doversi preoccupare delle auto o delle moto che li sfiorano, mentre stanno arrampicandosi lungo strade di montagne, il più sovente tortuose e strette. L’iniziativa si deve a Svizzera Turismo ed è partita a fine maggio, con il Susten. Il clou si avrà il 22 luglio, con la Granfondo San Gottardo, il cui percorso più lungo si snoda per 110 chilometri, oltre che sul passo del Gottardo, su quelli del Furka e della Novena. Con un dislivello di 2.900 metri e salite per 40 chilometri.
Svizzera Turismo, con la sua offerta ai cicloamatori, si rivolge innazitutto al milione e mezzo di turisti che, ogni anno, accorrono nel nostro Paese, per trascorrere le vacanze in bicicletta. Un milione e mezzo di persone che rappresentano il 19,4% del totale di chi sceglie la Svizzera per le proprie ferie.
"L’iniziativa è lodevole e, seppur con ambizioni ridotte, si muove nella giusta direzione - dice al Caffè Marco Vitali, presidente di Pro Velo Ticino ed ex-corridore professionista -. Ricordiamoci, infatti, che abbiamo montagne uniche al mondo e che pedalare per piacere è un’attività sempre più diffusa".
Grazie, tra l’altro, e vale la pena sottolinearlo, alla diffusione esponenziale delle bici elettriche di cui circolano, nel nostro Paese, oltre 400 mila esemplari. Siamo, insomma, diventati un popolo di ciclisti. "In effetti - spiega Marco Vitali - le bici elettriche hanno aggiunto un enorme potenziale di utenti, anche tra le famiglie. Dare quindi la possibilità, anche se solo per una volta all’anno, di percorrere i nostri passi alpini in sicurezza e non sommersi dai frastuoni, è anche indicare a tutti, non solo ai turisti, che quelle strade e quei paesaggi meritano di essere apprezzati e goduti in modo differente." Non dimentichiamo, a questo riguardo, il recente clamoroso successo di Slow Up Ticino, cui hanno partecipato 42 mila persone.
Va, comunque, ricordato che l’iniziativa di Svizzera Turismo si rivolge agli utenti delle due ruote del tempo libero mentre, come rilevato in precedenza, se è vero che siamo diventati un popolo di ciclisti, bisogna capire se essa costituisca un presupposto per favorire, pure, chi la bicicletta la utilizza più che altro per spostarsi.
"Il rischio di iniziative come quella - spiega ancora Marco Vitali - è far dimenticare che il vero problema, anche per i turisti, è la mobilità urbana. Non risolverlo, significa anche continuare ad assistere impotenti, sul nostro territorio, al transito di fiumane di autoveicoli diretti verso sud e con bici al seguito".
10.06.2018


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