Per i disegni sulla pelle Berna impone regole più severe
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Tatuaggi al veleno!
E partono i controlli
PATRIZIA GUENZI


Pigmenti, conservanti, emulsionanti, sostanze chimiche, aromatiche... Il mondo dei tatuaggi nasconde parecchie insidie. E anche veleni. Per mettere un po’ di ordine e per tutelare la popolazione, Berna si è dotata di una nuova legislazione che obbliga tutti i tatuatori a notificare la propria attività e a introdurre un sistema di autocontrollo. Più professionalità, insomma. "Abbiamo già preso contatto con quasi tutti gli studi di tatuaggi - spiega il direttore del Laboratorio cantonale, Marco Jermini -, avvertendoli delle nuove direttive. Esiste pure una guida per la valutazione della conformità dei colori, per tatuaggi e trucco permanente, e delle regole di pulizia, igiene e disinfezione dei locali di lavoro, apparecchi e strumenti".
Prendere sottogamba un tatuaggio è pericoloso. Vengono introdotti pigmenti coloranti nello strato dermico della cute, creando una ferita superficiale e il rischio di infezione c’è. Nel peggiore dei casi possono essere trasmesse malattie infettive come epatite e Aids. Ecco perché è importante informarsi prima e, comunque, affidarsi sempre a tatuatori esperti.
Igiene, qualità dei prodotti, pulizia e disinfezione degli strumenti, professionalità dicevamo, premesse fondamentali per non andare incontro a problemi di salute. L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav) e il Laboratorio cantonale mettono a disposizione di tutti gli operatori una serie di documenti. E Jermini avverte: "Tra un po’ inizieremo le ispezioni, andremo prima da tutti coloro che non si sono annunciati ufficialmente".
Nella direttiva federale si sottolinea soprattutto l’importanza dell’igiene. Si danno pure indicazioni precise sul locale di lavoro, pavimento, pareti, superfici, armadi e piccoli mobili, lavandini, asciugamani, mobili per la custodia del materiale, cestini dei rifiuti. Regole che la Lega svizzera dei tatuatori professionisti elenca sul suo sito, proprio per evitare gravi malattie infettive. "A livello svizzero la categoria è ben organizzata, purtroppo in Ticino ci sono molti cani sciolti", sottolinea Jermini.
C’è poi un’altra questione. Se in teoria i tatuaggi sono fatti per durare tutta la vita, in pratica capita che in quel disegno, in quel numero o in quelle iniziali scelte anni prima ad un certo punto non ci si ritrovi più. Che fare? Beh, anche qui la faccenda si è complicata rispetto agli anni in cui il settore era ben poco regolamentato. Dall’anno prossimo sarà ancora più difficile levarseli. La futura ordinanza sulla protezione contro i danni legati alle radiazioni non ionizzanti e dagli stimoli sonori, la Lrnis (quella che riguarda pure i solarium), prevede che soltanto chi possiede un certificato di competenza e una formazione specifica con tanto di "diploma" potrà utilizzare il laser per cancellare un tatuaggio. Sarà proibita l’eliminazione con luce intensa pulsata.
Come detto, il mondo dei tattoo si complica. Lo stesso Ufficio federale per la sicurezza alimentare e veterinaria da cui il settore dipende lo ammette. Questo vuoto legislativo andava corretto. Troppo alto il rischio di farsi "disegnare" non importa cosa, non importa dove e in che modo. E anche levarsi un tatuaggio diventerà meno semplice. Bisognerà obbligatoriamente affidarsi alle mani di un medico o, comunque, di un tatuatore con tanto di certificato di competenza, che ancora non è molto chiaro in cosa precisamente consista. Certo è che il laser è sì efficace per cancellare un tatuaggio ma presenta pure seri rischi di bruciature. Le complicazioni, sul totale dei trattamenti cosmetici, avverte l’Ufficio federale della salute, "sorgono nell’8% dei casi, il che corrisponde, facendo due conti, a circa 90mila persone in Svizzera".

p.g.
08.07.2018


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