Convivere con un cane o un gatto favorisce il benessere
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Solerti e premurosi
gli animali ci curano
PATRIZIA GUENZI


A volte tante parole non servono. Spesso conta molto di più la vicinanza, il calore di un altro corpo, uno sguardo di empatia. Maestri nella comunicazione non verbale, ma profondamente emotiva, sono gli animali. In grado di attivare insospettabili risorse in chi si affida a loro. Cani, gatti, cavalli, asini… sempre più preziosi per il nostro benessere. Tant’è che da qualche anno cani e gatti possono entrare anche in alcuni ospedali, case per anziani e istituti per disabili per aiutare le persone a superare  disagi e difficoltà. E quanto sia importante un quattrozampe nella nostra vita lo sa bene Orion, associazione ticinese che propone innovativi approcci educativi con i ragazzi coniugando pedagogia ed etologia (vedi articolo tutto a destra).
Centinaia di studi confermano quanto i quattrozampe possono migliorare la nostra salute mentale: meno depressione, senso di inutilità e solitudine e più felicità e autostima. Per chi già condivide la vita con un animale non è una novità. E son tutte storie pensare che chi apprezza la compagnia di un cane o di un gatto sia una persona che non riesce a relazionarsi con gli altri. "Anzi, semmai è il contrario - osserva Gianni Tadolini, psicologo specializzato nella relazione uomo-animale -. Sono proprio gli individui con la personalità più sana ad avere più facilità di contatto con gli animali domestici. E sono proprio quelli più disponibili e aperti  verso gli altri".  
Si parla tanto di empatia, la capacità di comprendere in modo immediato i pensieri e gli stati d’animo degli altri. Maestri in questo sono gli animali. Sensibili, attenti, percepiscono le nostre sofferenze. Negli ospedali e nelle case per anziani vengono fatti entrare proprio per aiutare i pazienti a "tirar fuori" i loro malesseri, aprirsi, lasciarsi andare. Sempre più spesso negli istituti per la terza età assieme agli ospiti convive almeno un gatto, si aggira tranquillo per i corridoi e le stanze, si fa carezzare e coccolare. Mentre negli istituti per disabili, cani, cavalli e asini da tempo sono un valido supporto ad altre forme di terapia tradizionali. Grazie alla relazione che si instaura fra animale e bambino/anziano/malato. "Una sintonia complessa e delicata che stimola le emozioni e favorisce l’apertura a nuove esperienze, nuovi modi di comunicare, nuovi interessi - sottolinea Tadolini -. Il rapporto con loro è sempre prezioso, nei bambini favorisce la crescita".
L’atout dell’animale da compagnia è presto detto: non giudica, non si nega, si dona totalmente, stimola il benessere e favorisce la socializzazione tra le persone. Inoltre, non ha pregiudizi. Il suo sguardo non è critico e non esprime giudizi. E dopo i cani, che spesso assomigliano ai loro proprietari, una ricerca spiega che i cavalli condividono con noi alcune espressioni facciali. Attraverso le narici, le labbra e gli occhi sono in grado di assumere ben 17 espressioni, noi 27.

(2 /fine - la prima puntata è stata pubblicata domenica 15 luglio)
12.08.2018


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