Reportage dalla Toscana per carpire i segreti della vite
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Il sogno di una cantina
tra Maremma e Ticino
NATASCHA FIORETTI DA GAVORRANO


Capita che a Losanna, in un rendez-vous mangereccio con un’amica dei tempi dell’università, si ordini del vino rosso. Tra tanti nomi sulla lista salta all’occhio il vino di una tenuta toscana. Il cameriere racconta che proviene da una azienda che si trova in Maremma, Tenuta Fertuna, a pochi chilometri da Grosseto. È una zona dove il vino è ottimo. Meglio, dunque, saperne di più. Si viene così a scoprire che la Tenuta Fertuna è una realtà giovane che fa parte dell’azienda Meregalli, gruppo leader a livello internazionale nella distribuzione di vini e liquori con un fatturato da oltre 52 milioni di euro l’anno.
Sede a Monza, il gruppo ha anche una consociata francese a Parigi e una consociata in Svizzera, la Meregalli Suisse, a Novazzano. La trama si infittisce. Meglio risalire alle origini andando sul posto, per la precisione nella località di Grilli nel comune di Gavorrano. Qui ben presto si scoprono molte altre curiosità. Perché la villa che rappresenta il cuore della proprietà che si estende per 145 ettari, di cui 50 attualmente vitati, ha una lunga e interessante storia. Costruita alla fine del 1800, di proprietà della famiglia inglese Morgan, questa casa colonica, insieme ad altre distribuite sullo stesso territorio e facenti capo ad una tenuta centrale, la Tenuta del Lupo, nel 1919 fu acquistata insieme ai 500 ettari di terreno, vari poderi e casali lungo la Vecchia via Aurelia del comune di Gavorrano dalla famiglia Gherardi. Tenuta Fertuna anticamente faceva dunque parte di questo comprensorio. A raccontarlo è Paolo Rivella, winemaker responsabile del progetto da sempre nel mondo del vino grazie ad una passione che è diventata il marchio di famiglia. Lo zio, Ezio Rivella, enologo e manager di fama mondiale, nominato Cavaliere al Merito del lavoro, per dodici anni presidente della Associazione enologi italiani e per nove anni presidente dell’Associazione mondiale degli enologi, è il fondatore della Banfi Spa, una delle più grandi realtà viticole italiane con vigneti nelle terre di Montalcino, Bolgheri, del Chianti e del Piemonte.
Non senza un po’ di orgoglio Paolo Rivella racconta del suo progetto. "Abbiamo fondato Tenuta Fertuna nel ‘97 con un gruppo di imprenditori del mondo del vino. Signori con oltre cento anni di storia provenienti dalla parte commerciale e dalla parte produttiva, che di generazione in generazione si sono tramandati questo mestiere e hanno trovato in questo luogo, in questa valle particolarmente felice, il posto giusto per fondare un’azienda viticola. Il terreno ricco di Galestro (rocca scistosa) e di Alberese (substrato calcareo), il microclima mediterraneo con forte influenza marina ed una buona escursione termica tra il giorno e la notte, fanno di questa zona un terroir particolarmente votato alla coltivazione della vite".
Qui si producono principalmente quattro tipi di uve e sono Sangiovese, Cabernet, Merlot e una piccola parte di Sirah. Ma, tornando alla storia, colpisce anche il lavoro di recupero e riqualificazione fatto alla villa, vecchio centro aziendale di un tempo, iniziato nel 2015. "Se si guarda dentro ci sono ancora le strutture portanti di ghisa che vengono dalla miniera di Gavorrano, fuse all’Ilva di Follonica e precedenti alla prima guerra mondiale. Qui, in questo casolare di fine ‘800, c’erano due stalle, una nell’ala destra e una nell’ala sinistra, la parte centrale era riservata al granaio", aggiunge Rivella.
Al piano di sopra abitavano i salariati e i mezzadri di un tempo. Ora ci sono un ristorante, un wine shop, una sala accoglienza e delle stanze al piano di sopra per ospitare i clienti. "Quando arrivai qui - continua Rivella - la trovai già disabitata però ho potuto ancora dormire nelle vecchie strutture. L’abbiamo rifatta e impreziosita, dotata di un giardino come in vecchia epoca maremmana ne erano  dotate soltanto le tenute dei grandi nobili". Oltre alla villa e naturalmente alla terra, a costituire il cuore pulsante della Tenuta è la cantina nella quale confluiscono funzionalità, ipertecnologia e alta sostenibilità ambientale grazie anche ai macchinari di ultima generazione. Il progetto si vede porta con sé un notevole investimento societario e ci si chiede il perché di questa scommessa visto il successo del Gruppo Meregalli nell’attività di distribuzione, forse per mettere un fiore all’occhiello? "Per distribuire vino - risponde Rivella - bisogna avere la passione del vino e dopo aver distribuito per tanti anni c’era la voglia di affondare i propri piedi e le proprie radici nella terra. Questo ci ha permesso anche di capire meglio quali sono le esigenze e le dinamiche dei nostri clienti produttori".
Fondare una nuova azienda, anche quando si hanno le spalle coperte, comporta sempre qualche rischio di impresa, in questo caso soprattutto di immagine, quali sono i criteri per aprire un’azienda che produce vino, di cosa bisogna tenere conto? "La prima domanda, la più importante,: chi me lo vende il vino? Se non ho un distributore non vale neanche la pena iniziare. Questo è stato il motore di Fertuna 20, 25 anni fa secondo il motto: chi costruirà la sua cantina venderà il suo vino".
16.09.2018


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