Perché le sigarette elettroniche non sono innocue
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Svapare sarà "cool"
ma fa male alla salute
ANDREA BERTAGNI


Meno innocue delle sigarette normali, ma comunque nocive. Perché contengono sostanze cancerogene e invogliano i giovani a fumare. Non si spegne il dibattito sulle e-cigarette, la nuova frontiera del tabagismo. Anzi, vapagismo. Visto che si svapano. Anche se si inalano e si espirano come le "bionde" più tradizionali. Ma al posto del fumo, c’è il vapore. Un miscuglio di glicerina e glicole propilene che le ultime ricerche hanno dimostrato avere un effetto tossico. Perché composto da polveri fini, formaldeide e metalli pesanti, come nichel, cromo, argento e titanio.  "Che le e-cig siano meno nocive del tabacco è evidente - osserva Alberto Polli, presidente dell’Associazione svizzera non-fumatori -. Non c’è combustione, ciò non toglie che siano comunque pericolose". Il motivo è presto detto. "Sono un incentivo per iniziare a fumare, soprattutto tra i giovani che le hanno fatte diventare un po’ una moda". Polli ne è convinto. Il pericolo è in agguato. Anche perché il messaggio che normalmente accompagna le sigarette elettroniche è che non sono dannose.
Comunque sia, Altria, il produttore delle Marlboro, ha recentemente sospeso la vendita delle e-cig. Una decisione, riportano i media americani, legata alla crescente attenzione delle autorità di regolamentare tali prodotti per la loro diffusione tra i giovanissimi. "In Svizzera invece la legislazione non è definita - riprende Polli -, per il momento sono equiparate alle sigarette normali". Di più se ne saprà con ogni probabilità tra qualche mese quando alle Camere federali arriverà un disegno di legge specifico. Quel che è certo è che oggi a livello legislativo c’è una zona grigia. Che non chiarisce a sufficienza dove è consentito svapare e dove no.
A battersi a favore della nuova frontiera del tabagismo è invece l’Associazione svizzera degli utilizzatori di vaporizzatori personali Helvetic Vape, di cui Patrizia Cavalli è portavoce. "Studi che dimostrano la tossicità della sigaretta elettronica vengono pubblicati ciclicamente - sottolinea -, ma ogni volta ci si dimentica di dire quanto sia molto meno dannosa di quella  tradizionale. Certo, contiene qualche impurità l’e-cig, non lo nego, ma secondo noi ogni volta bisognerebbe guardare la questione nel suo complesso". E spiega: "In Inghilterra sono anni che si promuove la sigaretta elettronica per combattere la dipendenza da nicotina. Risultato: ogni anno smettono di fumare  tra le 18mila e le 50mila persone e passano all’e-cig. Lo ammetto, non svapare sarebbe meglio, ma se l’alternativa è continuare a fumare converrete che sia meglio così". Cavalli è così convinta che non si fa problemi a giudicare inopportune e allarmistiche alcune ricerche. "La formaldeide c’è, mica lo nego, ma è poca cosa rispetto al tabacco. Svapando - dice - viene comunque eliminato il 95% della tossicità normalmente presente in una sigaretta".
Helvetic Vape critica pure l’approccio normativo oggi esistente nel nostro Paese. "Le sigarette elettroniche - dice Cavalli - sono oggi inquadrate nella legge sul tabacco, pur non essendo un prodotto derivato. Siamo quindi dell’idea che andrebbero disciplinate diversamente: non come fa l’Unione europea per intenderci. Tanto più che non siamo obbligati a seguire le direttive dell’Ue". an.b.
18.11.2018


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