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L'economista Marco Salvi è ottimista sul futuro
"Ma con l'innovazione
crescono affari e salari"
REDAZIONE CAFFÈ


È uno scenario poco verosimile quello che, per colpa dei robot e dell’intelligenza artificiale,  prevede la fine del lavoro come lo intendiamo adesso". È una visione decisamente ottimistica quella dell’economista Marco Salvi, direttore di ricerca di Avenir Suisse, che tra l’altro sottolinea che questi foschi scenari "si sono prospettati ogni volta che un’evoluzione tecnologica ha fatto capolino".
Eppure riconosce che i robot fanno paura e che molti temono che rimpiazzino gli umani non solo per compiti semplici, ma anche per lavori ad alto valore aggiunto come medico o bancario. "Anche se è ormai possibile concepire macchine più intelligenti - spiega Salvi -, è altamente improbabile che esse si migliorino in modo uniforme su tutti i campi di attività". Per l’economista, intelligenze artificiali e robot altro non sono che l’evoluzione del processo nato con la rivoluzione industriale. "E ogni innovazione ha consentito di incrementare la produttività nei processi di lavorazione - dice -. Ognuna di queste innovazioni ha sempre permesso un drastico aumento della produttività e i salari reali sono sempre cresciuti di pari passo. Praticamente tutti gli aumenti di produttività degli ultimi due secoli sono andati a vantaggio dei lavoratori".
Sì, nella visione ottimista dell’economista forse alcune mansioni professionali spariranno, ma per altre un robot con altrettanto talento non si crea dall’oggi al domani. "A noi umani rimarranno vantaggi comparativi su cui puntare - afferma Salvi -. In un mondo reso iperproduttivo grazie alle macchine, ciò sarà sufficiente a garantire salari in forte aumento". Non solo, ma la più rosea delle previsioni ipotizza uno scenario in cui il potere d’acquisto cresce al punto da indurre molti ad abbandonare il mercato del lavoro per dedicarsi sempre più al tempo libero. "A mancare non sarà tanto la domanda di lavoro da parte delle imprese, ma la nostra minore disponibilità a sacrificare il tempo libero - conclude l’economista -. Alla fine, sarà necessario imporre di più il consumo. A meno che, piuttosto che tassare i robot come proposto da Bill Gates, trasformeremo anche loro in consumatori".
24.02.2019


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