Dodici studenti e dodici adulti davanti alla sfida del secolo
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"Diamo retta ai giovani
e salvereno l'ambiente"
CLEMENTE MAZZETTA


Anche un vecchio professore come il cardiologo Giorgio Noseda, da sempre in prima fila contro l’inquinamento, tifa per Greta Thunberg, la ragazzina di 16 anni  che ogni venerdì invece di andare a scuola sciopera per il clima. "Spero nei giovani, per una svolta ambientale", dice. Come medico ha evidenziato le relazioni fra circolazione stradale e malattie polmonari, cancerogene, vascolari: "Se riduciamo il traffico, abbassiamo le emissioni di polveri fini che sono un fattore di rischio per la salute e contemporaneamente diminuiamo la produzione di CO2, responsabile del riscaldamento climatico".
Per non morire di clima - raccontano al Caffè in un dialogo tra generazioni a 20 voci professionisti, esperti e giovani - bisogna limitare lo sfruttamento intensivo delle risorse energetiche fossili, petrolio, carbone. "Ma da subito occorre ridurre drasticamente il traffico e il consumo di beni materiali", aggiunge Mario Camani, ex responsabile della Sezione aria, acqua del Cantone. Trent’anni fa pose, inascoltato, la questione ambientale al centro dell’azione pubblica: "C’è ancora tutto da fare - dice -. Purtroppo la politica non muove un dito. C’è persino chi propone di alzare i limiti di velocità a 130km/h invece di ridurli". Per Camani senza un cambio di stile di vita non si salverà il pianeta.  "Ormai siamo ad un punto di non ritorno - commenta il glaciologo Giovanni Kappenberger -. I ghiacciai si stanno sciogliendo. Il Basodino perde un metro all’anno, fra 15 sparirà. Bisogna arrivare all’emissione zero di CO2 entro il 2030, come vogliono i giovani".
"Purtroppo abbiamo già superato il breaking point, siamo andati oltre all’emissione di 400 ppm (parti per milione) di CO2 che doveva essere il limite massimo - spiega Piernando Binaghi, ex responsabile della trasmissione meteo della Rsi -. Se i governi mondiali non diranno basta al consumo di risorse fossili, non avremo un futuro. È ora di sollevarsi. Ma è possibile che un litro di petrolio costi meno di un litro d’acqua?". Che fare? Occorre partire dalla consapevolezza dei nostri limiti per Marco Gaia, responsabile di Meteo Svizzera Locarno Monti: "Abbiamo una sola Terra con risorse limitate. Ma tutti assieme possiamo ridurre il nostro impatto sull’ambiente: riciclando, evitando gli sprechi, utilizzando energie rinnovabili. Ricordandoci infine che anche i politici sono una risorsa rinnovabile". Tutti devono sentirsi chiamati alle loro responsabilità. "Senza essere catastrofisti - aggiunge Claudio Caccia, responsabile regionale di Svizzera energia per i Comuni -. Certo dobbiamo fare di più utilizzando l’energia in modo efficiente, riducendo le emissioni, usando le fonti rinnovabili. Ma abbiamo le conoscenze e le tecnologie giuste. Sappiamo cosa fare. Dobbiamo puntare sull’uso delle energie puntando sulle rinnovabili".
E si può cominciare subito cambiando tipo di mobilità, suggerisce Marco Piffaretti, responsabile di Mobility Energy 360°: "I giovani hanno posto un problema concreto, tocca a noi adulti dare una risposta. Contro il traffico, che causa un terzo di tutti i problemi ambientali, l’auto elettrica è una risposta concreta". Risposta condivisa dal medico angiologo Hans Stricker: "Certo: dobbiamo prendere sul serio l’appello di questi ragazzi. Non abbiamo alternative. Ben vengano dunque gli incentivi per la mobilità elettrica: tutto serve per ridurre l’emissione di CO2. In Norvegia, grazie ad una serie di iniziative, il 35% delle auto nuove sono elettriche". Gli fa eco Francesco Maggi, responsabile del Wwf: "Oltre all’auto elettrica, dobbiamo potenziare i trasporti pubblici, l’uso di energie rinnovabili, il solare, risanare gli stabili. Siamo a 5 minuti da mezzanotte". Meno rassicurante Werner Herger, ex segretario dell’Associazione Traffico Ambiente: "Fino a quando non modificheremo il nostro stile di vita, non spostandoci in aereo per andare a Zurigo, non usando l’auto per andare a Lugano, difficilmente qualcosa cambierà. Ma non scarichiamo sui singoli le scelte che la politica non sa fare".

c.m.
17.03.2019


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