Una ricerca sulle preferenze degli inquilini in Svizzera
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Privacy e sicurezza
danno il senso di casa
MAURO SPIGNESI


Un tempo c’era solo la casa. Qui ruotava l’intera vita domestica. Oggi non è più così, il centro degli interessi familiari è frammentato, è diventato più relativo, provvisorio. E così capita di sentirsi a casa propria anche altrove, in un network di luoghi e spazi che fanno scattare emozioni e senso d’appartenenza. È un cambiamento sociale, questo, sottolineato da una ricerca realizzata dagli esperti di Ikea nel loro report "Life ad home" edizione 2018, in un viaggio attraverso 22 Paesi, Svizzera compresa, e 22mila persone. "Per alcuni - ha spiegato Alison Blunt, co-direttrice del Centre for studies of home della Mary Queen University di Londra - la casa inizia dalla porta d’ingresso, altri invece dicono che sentono d’essere nella propria abitazione anche quando sono in una zona precisa. Questo per dire che oggi il concetto di casa è più ampio". Ma soprattutto investe cinque bisogni emozionali fondamentali, secondo gli esperti e le persone interpellate nella ricerca: la privacy, la sicurezza, la comodità, la proprietà e il senso di appartenenza.
Per gli svizzeri è importante che una casa offra una sfera privata (86%), sicurezza (83%), comodità (73%), senso di appartenenza (58%) nonché un senso di proprietà (51%). Secondo il rapporto, tuttavia, queste esigenze vengono soddisfatte sempre più spesso anche fuori casa.
A livello globale i cittadini che si sentono più a loro agio fuori dalle mura domestiche e non a casa propria sono aumentati, passando dal 20% registrato nel 2016 al 35% di quest’anno. I motivi sono attribuibili in parte ai megatrend dell’urbanizzazione e della digitalizzazione. I cinque bisogni vanno poi a legarsi con quel senso di attrazione dato dal luogo dove si vive, che spesso viene declinato in maniera semplice. Come il 44 per cento delle persone interpellate nello studio, che dicono di sentirsi rilassate e provare gioia perché la loro abitazione fa parte di una comunità, che può essere un quartiere o un paese, e dunque diventa una sorta di estensione delle quattro mura.
Quelle mura che in questi anni hanno assunto un significato sempre più di qualità rispetto alla quantità. Tanto che il 64 per cento del campione della ricerca sostiene che "preferirebbe vivere in una casa piccola, ma in un posto stupendo, piuttosto che in una grande ma in una posizione brutta".
17.03.2019


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