La forza di non mollare di Susanna Schwab e suo figlio
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"La vita è bella
anche da malati"
ANDREA BERTAGNI


Leandro sta giocando con il suo orsetto di peluche. Sembra che non ci sia nulla di più importante al mondo. E in effetti è così. Susanna Schwab, sua mamma, è lì accanto. Come gli ultimi 7 anni. Da quando Leandro è nato e gli è stata diagnosticata una grave forma di Adhd, il disturbo da deficit di attenzione-iperattività. "Leandro ha bisogno di essere sempre guardato - dice Susanna - perchè non è in grado di capire tutto".
Susanna, 44enne solettese, è una donna forte. E coraggiosa. Nel 2016 soffre di improvvisi attacchi di vertigini. E a volte non riesce a trovare le parole giuste per definire ciò che gli sta attorno. "La risonanza magnetica non ha però evidenziato nulla, quindi ho lasciato perdere", racconta. Un anno dopo, nel 2017, le si paralizza il braccio destro. Gli esami del midollo osseo sono impietosi: è sclerosi multipla. Susanna non ama parlare di quegli anni. Anche perché sono alle spalle. E se il passato non è stato clemente con lei, il futuro è ancora tutto da scrivere. Assieme a Leandro.
Anche se evitare di guardare indietro è impossibile. "Ho due figli grandi avuti dal primo matrimonio - riprende la donna -, dopo il divorzio ho dovuto rifarmi una vita. Riuscire anche a conciliare il lavoro con il fatto di essere una mamma single". Poi, Susanna si innamora di un collega. Resta incinta di Leandro, ma il padre non ne vuole saperne. Leandro nasce il 30 ottobre 2011. Ancora una volta Susanna è sola. In più Leandro è un bambino con dei problemi di salute.
Essere single con tre figli non è facile. Soprattutto quando di mezzo ci sono due malattie. La propria e quella del figlio più piccolo. "Ora va meglio. Il mio braccio non è però ancora molto resistente e devo fare molta attenzione agli sforzi fisici. Anche la gamba destra non funziona a dovere. Non posso più correre".
Susanna decide di reagire. Capisce di non potercela fare da sola e chiede aiuto alla Croce rossa svizzera. L’angelo custode di Susanna ha un nome e un volto. Si chiama Harieta Friedli, ha 47 anni, fa l’assistente della Croce rossa e comincia a occuparsi di Leandro da inizio 2018. Col tempo Harieta e Leandro legano sempre di più. Giocano insieme, ridono e scherzano, fanno passeggiate. Quando si salutano, il piccolo si stringe all’assistente e non la lascia  andare. "Per me è un grande sollievo, perché posso respirare un momento, con la consapevolezza, che Leandro è in buone mani", osserva Susanna.
Grazie ai farmaci Susanna si sente un po’ meglio. La fatica no, quella c’è sempre. E anche i sorrisi. "La malattia non ha intaccato il cervello, sono stata fortunata. Ho però deciso di non assumere farmaci per la sclerosi multipla. E mi sento meglio così". Susanna è forte. Nonostante le difficoltà. Anche quando pensa al futuro. "Per indole sono sempre positiva. Le sfide della vita le interpreto come opportunità. Finora la sclerosi multipla è rimasta abbastanza silenziosa, spero che così rimanga".
Il servizio di custodia di bambini a domicilio della Croce Rossa offre  però una soluzione temporanea a genitori che devono andare a lavorare e non sanno a chi affidare il figlio malato. Harieta dunque non ci sarà per sempre. L’amore che lega Susanna e Leandro è forte. Sono inseparabili. Nonostante tutto.
"Durante la settimana Leandro trascorre un po’ di tempo con una famiglia in una fattoria. Lì può giocare con altri bambini, dare una mano nei campi e nelle stalle. Tutte cose che non potrei offrirgli e che lo aiutano molto nel suo sviluppo personale. Per me è una gioia sapere che ci sono altre persone che gli vogliono bene".
Leandro appoggia il peluche per terra e corre verso sua madre. Che lo abbraccia forte. Nessuno vorrebbe che questo abbraccio finisse.  
 abertagni@caffe.ch
10.11.2019


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