Pareri a confronto sull'idea di estendere "slowUp"
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Domeniche senz'auto?
Sì, ma è irrealizzabile
MAURO SPIGNESI


Ha senso chiudere il traffico per otto domeniche all’anno, cioè una domenica al mese da dedicare alla mobilità lenta da marzo a ottobre? Secondo la Commissione ambiente no, non ha senso. Perché "la situazione della rete stradale ticinese non consente di concretizzare questa iniziativa". La proposta è stata presentata, in forma di mozione, da Claudia Crivelli Barella che ha preso spunto dall’esperienza di slowUp, la manifestazione - una simile è corso questa domenica tra Agno e Bioggio - ormai giunta alla nona edizione che prevede strade chiuse al traffico per una giornata fra Locarno e Bellinzona. Un’idea definita dalla Commissione apprezzabile ma complicata da mettere in pratica, perché "oggi procedere, anche solo in alternanza, alla chiusura al traffico per otto domeniche l’anno di alcune arterie stradali sarebbe impossibile". Una posizione che trova d’accordo Renato Gazzola per anni al vertice del Tcs. Una sorta di provocazione per riflettere sull’inquinamento, invece, per il medico Hans Stricker.
m.sp.


"Sono iniziative inutili che non portano alcun reale beneficio"
Renato Gazzola
Portavoce ed ex segretario generale della sezione Ticino del Touring club Svizzero
Personalmente non capisco perché riproporre questo genere di iniziative estemporanee, già respinte a livello federale ed in più Cantoni. Una domenica senza auto al mese provocherebbe solo problemi e non andrebbe a incidere invece sul problema di fondo, cioè la limitazione di emissioni di Co2. E questo perché la domenica se i ticinesi prendono l’auto è per fare una passeggiata, raggiungere magari le valli dove fanno dello sport o trascorrono una domenica in famiglia all’aperto o vanno al grotto. Questo muove l’economia cantonale, stimola i consumi e anche il turismo. D’altronde è finito, e non da oggi, il tempo in cui la domenica si prendeva la vettura e si andava in giro così, senza meta; solo per passare il tempo insieme agli amici. Era una moda che ormai è passata.
Devo dire che proposte come quella di Slow Up, che non blocca la circolazione e che si svolge una volta all’anno sono accettabili. Per contro, quando sono state organizzate, in tempi remoti, le domeniche senz’auto insieme ai divieti sono state inserite deroghe ed eccezioni che alla fine hanno di fatto vanificato lo scopo. Se a questo si aggiunge anche l’impegno e il costo del personale necessario per il controllo del rispetto di queste iniziative - spese a carico della comunità - non mi pare che alla fine si ottengano grandi risultati. C’è poi un ulteriore aspetto discriminante: a stare a casa sarebbero solo i ticinesi, perché le autostrade non si possono chiudere e il traffico di transito non si può bloccare. Si metterebbe sotto pressione la categoria degli utenti motorizzati, anche quelli che viaggiano elettricamente. Tutto sommato sono proposte inefficaci, discriminatorie e costose.
Penso che per limitare le emissioni di Co2, le strade da percorrere sono diverse ed a livello nazionale questo tema è ben presente nell’agenda parlamentare. Ma dobbiamo anche renderci conto che noi svizzeri stiamo già facendo molto nel nostro piccolo rispetto ai grandi inquinatori come Stati Uniti, India e Cina o la Val Padana.


Ci spinge a riflettere e a ripensare ai nostri spostamenti
Hans Stricker
Medico, caposervizio angiologia all’ospedale La Carità di Locarno
T  utto ciò che aiuta ad aumentare la sensibilità dei cittadini nei confronti delle emergenze climatiche va bene. In questo senso la proposta della verde Claudia Crivelli Barella di istituire otto domeniche senz’auto in Ticino mi sembra un’idea difendibile. Fosse solo perché spinge a riflettere sulla necessità di ripensare ai nostri spostamenti e ai nostri, veri o presunti, bisogni di mobilità. E permette di scoprire altri modi per usufruire del tempo libero e degli spazi pubblici. Tuttavia, dal punto di vista pratico, ritengo poco incisivo l’impatto di questa misura sulla qualità dell’aria. Altre, a mio avviso, sono le iniziative da intraprendere se davvero vogliamo tutti impegnarci per ridurre l’inquinamento nel cantone.  
Tornando alla proposta di Crivelli Barella, per quanto persegua obiettivi lodevoli, temo sia un po’ fine a se stessa. Ha il privilegio di far discutere e riflettere, ma concretamente non migliora la situazione attuale. Una situazione che dobbiamo sicuramente al più presto affrontare, ma con rimedi davvero efficaci. Se già si vogliono introdurre le domeniche senz’auto, meglio farlo nel periodo invernale, quando le polveri fini sono alle stelle. Sappiamo tutti che in Svizzera poco meno di un terzo dei gas ad effetto serra prodotti provengono proprio dal settore dei trasporti. Se vogliamo veramente cambiare l’assetto attuale, dobbiamo accelerare l’introduzione di motori basati su energia non inquinante eliminando le auto a combustione interna. Cito l’esempio della Norvegia, che abilmente ha portato i cittadini verso la mobilità elettrica. E l’ha fatto attraverso agevolazioni, sia pratiche che economiche. Corsie privilegiate, traghetti e parcheggi gratuiti, ricariche delle batterie nelle aree pubbliche a costo zero, esenzioni fiscali. Sebbene ora, poco a poco, alcune concessioni stiano venendo meno. Giustamente, visto che lo scopo è comunque stato raggiunto. Tra le nuove immatricolazioni la somma delle macchine elettriche o ibride in Norvegia ha ormai superato il 50%.
15.09.2019


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