Il confronto sulle soluzioni alternative per snellire il traffico
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La "corsia dinamica"
non funziona in Ticino
CLEMENTE MAZZETTA


La chiamano "corsia dinamica". Si tratta della tradizionale corsia d’emergenza che, in caso di forte traffico e lunghe colonne d’auto viene temporaneamente trasformata in "terza corsia". Aperta a tutti, dunque. La corsia dinamica è una soluzione transitoria per un tratto di strada nazionale cronicamente congestionato. Un esperimento pilota è stato messo in atto nel 2010 sul tratto Morges-Ecublens della A1, dove le condizioni di viabilità sono nettamente migliorate. L’Ufficio federale delle Strade, Ustra, intende applicarla anche su altri tratti.
Le verifiche effettuate sulla rete autostradale hanno identificato "17 zone possibili"; costo complessivo dell’intervento un miliardo, per snellireil traffico su circa 150 chilometri. Fra le zone non è però compreso il Ticino, a causa delle gallerie a sud di Lugano e del ponte-diga di Melide. Secondo gli esperti sarebbero più i rischi che i vantaggi. Intanto la questione è approdata agli Stati, dopo che il Consiglio Nazionale ha approvato una mozione che ne snellisce l’iter procedurale.
c.m


Cambiamo paradigma e puntiamo subito su un’altra mobilità
Werner Herger
Ambientalista, membro del Wwf, ex segretario Associazione traffico ambiente

Certamente trasformare e adattare le corsie d’emergenza come terze corsie delle autostrade può essere un modo sbrigativo per smaltire gli eccessi di traffico. Una soluzione d’emergenza in caso d’emergenza. Difficile dire se possa essere applicabile in Ticino. Occorre verificare le reali possibilità. Tocca agli ingegneri del traffico approfondire, verificando vantaggi, possibilità e pericoli. In passato questa soluzione è stata proposta a sud di Lugano, poi lo stesso Ufficio federale del traffico si è espresso negativamente.
Indubbiamente un traffico fluido è meno inquinante di una colonna ferma. Ma non è che aumentando la capacità delle autostrade si risolvono tutti i problemi. L’abbiamo fatto in passato e non mi pare siano diminuite le code.
La trasformazione della corsia d’emergenza in terza corsia pone dei problemi. Il primo innanzitutto è quello dell’accesso dei mezzi di soccorso in caso d’incidente. Un problema che, dove questa corsia dinamica è stata sperimentata, non è successo ma che non si può escludere. Secondariamente, con questa modalità si rischia di facilitare gli spostamenti in auto. Siamo cioè di fronte ad un aumento della capacità delle autostrade, con il relativo aumento dell’inquinamento ambientale. Nella situazione in cui siamo, non mi pare l’opzione più auspicabile.
Bisogna trovare un’alternativa, partendo dalla consapevolezza che non potremmo comunque fare a meno del tutto del traffico stradale privato. La prima cosa da fare è quindi "disinquinarlo", incentivando il passaggio alla mobilità elettrica. Poi occorre potenziare il trasporto pubblico, i buoni collegamenti ferroviari, mobilità lenta, quartieri senza traffico, cosa che succede in molti quartieri di città svizzero tedesche con il car-sharing. Si tratta di una soluzione che si imporrà nel tempo, volenti o nolenti. Altro che corsie dinamiche, dobbiamo cambiare paradigma per quanto riguarda la mobilità.


Noi stiamo lavorando per il potenziamento della nostra rete viaria
Eugenio Sapia
Portavoce dell’Ufficio federale delle strade (Ustra)

La corsia dinamica, ovvero la trasformazione delle corsie d’emergenza in regolari corsie di marcia nei momenti di congestione stradale, di forte traffico, è stata testata positivamente in un progetto pilota sull’autostrada romanda fra Morges-Ecublens. Una modalità che se applicata su strade che la consentono riesce a fluidificare il traffico, ridurre le code, abbassando così anche i livelli di inquinamento. A seguito di questo progetto pilota, l’Ustra ha poi elaborato una decina di progetti analoghi su altri tratti autostradali.
Purtroppo - al momento - questo sistema dinamico non è applicabile in Ticino fra Lugano e Mendrisio, tratto autostradale che registra nelle ore di punta del mattino e della sera un forte traffico con consistenti rallentamenti. A renderlo impraticabile è la presenza delle gallerie: le tre corsie si restringerebbero obbligatoriamente a due su un tratto troppo corto di strada, con un peggioramento complessivo della viabilità.
Però l’obiettivo a lungo termine, che rientra nel progetto di potenziamento del tratto fra Lugano e Mendrisio - un intervento che supera gli 800 milioni di franchi -, è quello di realizzare delle nuove gallerie a Grancia e a Maroggia in modo tale da rendere possibile una terza corsia "dinamica" senza utilizzo di ulteriore territorio. Ovviamente sarà messa in funzione soltanto durante le ore di punta del mattino e della sera. Nel frattempo sono stati introdotti i limiti variabili di velocità, che vengono ridotti nelle ore di punta aumentando così la capacità di transito sull’autostrada. Questo rende più fluido il traffico, evita rallentamenti e code improvvise. Se prima queste riduzioni erano manuali, oggi sono completamente automatizzate, grazie ad un sistema di rilevamento delle velocità dei veicoli in transito, con esiti più soddisfacenti per gli automobilisti.
29.09.2019


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