Amedeo Borghesi, "ragazzo-partigiano" internato a Berna
Immagini articolo
"Il vitto era pessimo
ma quella donna..."
CLEMENTE MAZZETTA


Nell’ottobre del 1944 Amedeo Borghesi si consegna alle guardie svizzere a Iselle: "Mi dissero togliti quel fazzoletto rosso. Qui in Svizzera non abbiamo bisogno dei vostri colori". Aveva 16 anni. La sua, è la storia di un "ragazzo" che partecipò alla guerriglia in Ossola.
Oggi, 75 anni dopo, a 91 anni, riflette su quell’esperienza. "Nei mesi trascorsi in montagna ho partecipato ad azioni, agguati, sabotaggi - racconta -. Ho diviso la mia coperta con i compagni. Ho sentito i morsi della fame. Ho fatto turni di guardia. Ho avuto paura... E se oggi qualcuno mi chiedesse cosa ho fatto in montagna, non saprei cosa rispondere. Forse nulla". Ha pubblicato la sua storia (Memorie e ricordi di nonno Amedeo). Luci e ombre della Resistenza. Le incomprensioni fra le brigate, l’astio anticomunista del comandante Di Dio, un bel ricordo del comandante Cino Moscatelli, ma anche storie torbide di violenze fra i partigiani.  
"La mia Resistenza al fascismo è iniziata a 15 anni, non per ragioni ideologiche o politiche. Ero apprendista in una fabbrica di Omegna, quando incappai in un posto di blocco fascista. Mi presero di mira, spararono, scappai verso il bosco...". Correndo superò un passante che fu falciato dalla raffica che gli era destinata. Non volle nascondersi. Fu così che divenne uno dei più giovani partigiani d’Italia. Il comandante "Iso", Aldo Aniasi che fu eletto nel dopoguerra sindaco di Milano, lo accolse bonariamente: "Sarai la nostra mascotte", gli disse. Gli diedero il nome di "lepre" per come era riuscito a sfuggire alla mitraglia fascista scappando a gambe levate. "Sotto l’aspetto politico l’occupazione e la formazione della Giunta di governo della zona liberata fu positiva - dice Borghesi -. Sotto l’aspetto militare no, perché furono imbottigliati e costretti a riparare in Svizzera almeno 3000 partigiani". Lui, ricevette il primo fucile solo a ottobre, nell’Ossola liberata, poche settimane prima di sfollare in Svizzera. Per la quarantena fu spedito a Gurnigel Bad, nel canton Berna, in un Gran Hotel dismesso a 1200 metri. "Ci fu la disinfestazione con docce, strigliate e spugne ruvide. Faceva freddo, non c’era riscaldamento. Per i nostri bisogni dovevamo scavare una buca lunga e profonda, attraversata da due assi per l’appoggio dei piedi. Le prime volte provavo disagio. Poi ci si abitua". Il vitto è pessimo. "La poca brodaglia che ci davano era a base di patate e crauti". Ma ci sono incontri felici. "Un giorno una donna s’avvicina e mi dà un talloncino: ‘cupon brod’. Era un buono per un pezzo di pane. L’avrei baciata". Poi fu mandato a Wetzikon. "Il cibo era meglio. Con i contadini del posto raccoglievamo barbabietole. Non capivo nulla di quel che dicevano. Ma c’era il pane bianco".
Nel giugno del ’44 Borghesi rientra in Italia. I partigiani che l’avevano accolto in montagna organizzano le Scuole convitto Rinascita. Corsi di recupero per gli anni scolastici persi durante la guerra. Vi partecipa assieme ai compagni di Omegna. Molti si diplomano. "Quei convitti ebbero origine in montagna", dice Borghesi con un commosso ricordo della professoressa Alba Dell’Acqua, la "ragazza" incontrata partigiana nell’Ossola che rivide come insegnante nelle scuole Rinascita.
Ma la storia non finisce qui. Ha un risvolto inatteso. Succede nel 1948, quando viene ferito il segretario del partito comunista Palmiro Togliatti. La tensione in Italia è alle stelle. "Fui chiamato dal segretario del Partito comunista italiano di Omegna per fare la guardia del corpo a Togliatti, ad Orta, in convalescenza". Fu così che passò quell’autunno con il mitra in spalla a fare la guardia, come aveva imparato a fare a 15 anni sulle montagne.
cmazzetta@caffe.ch
20.10.2019


ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
18.11.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, ottobre 2019
15.11.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, ottobre 2019
13.11.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, ottobre 2019
13.11.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, ottobre 2019
06.11.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 18 novembre 2019
04.11.2019
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, terzo trimestre 2019
30.10.2019
Pubblicati i dati del censimento rifiuti 2018 [www.ti.ch/gestione-rifiuti, www.ti.ch/oasi]
23.10.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 4 novembre 2019
15.10.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, settembre 2019
20.09.2019
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o per incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– per l'anno 2018 [www.ti.ch/commesse]
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Bipartitismo in stallo
da Madrid a Londra
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Il sanguinoso attacco
alla "Terra dell'alba"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Killer, boss e agguati
al clan dei marsigliesi
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Emmental e pollo
tra i "falsi svizzeri"
Luca Mercalli
Luca Mercalli
"Senza una svolta
ci sarà un'estinzione"
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi


IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie





I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Praga:
la tecnologia
delle dittature
in mostra

Iran in piazza
contro il caro
carburante.
Un morto a Sirjan

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00