Il confronto sulla necessità di gestione delle colonie feline
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Gatti con i microchips
contro il randagismo
CLEMENTE MAZZETTA


Troppi i gatti randagi. Oltre 100mila in tutta la Svizzera. Alcune migliaia in Ticino. Se ne occuperà prossimamente il parlamento federale chiamato a decidere sull’obbligo di identificazione tramite microchips. In questo modo, i gatti non identificati, quelli che popolano le colonie feline nelle città e nelle valli, potranno essere "sterilizzati" senza il consenso del proprietario. Una realtà che la Società protezione animali di Bellinzona (Spab) ha anticipato da più di 10 anni, spiega il presidente, Emanuele Besomi. L’identificazione elettronica dei gatti, e i relativi trattamenti profilattici, devono diventare la regola, come è già previsto per i cani. Tutto ciò avrà ovviamente un costo, ma servirà ad evitare la proferazione incontrollata di colonie di gatti e la trasmissione di malattie fra i felini. Un obbligo che responsabilizzerà maggiormente anche i proprietari, sostiene il veterinario cantonale, facilitando la restituzione di quelli smarriti rendendone più rapida l’identificazione in caso vengano travolti da un’automobile.
c.m.


Ecco come gestiamo le colonie feline del nostro territorio
Emanuele Besomi
Presidente della Società protezione animali di Bellinzona
La proposta di introdurre l’obbligo di identificare elettronicamente tutti i gatti, così da individuare quelli randagi, sfonda una porta aperta per la Protezione animali di Bellinzona. È dal 2007 che impiantiamo i microchips a tutti i gatti che diamo in adozione. Un servizio che viene fatto senza alcun obbligo e a nostre spese: per sterilizzare una femmina si spendono circa 300 franchi, per castrare un maschio circa 100. Considerato che mediamente dal "Parco Gatti" escono un centinaio di felini ogni anno, significa che abbiamo immesso in Ticino almeno 1200 gatti con il chip, sterilizzati o castrati.
Grazie al microchip in caso di incidente si ha la possibilità immediata di risalire al proprietario, che potrà decidere se e come curarlo. Il gatto smarrito che arriva dal veterinario può essere identificato e riconsegnato subito a chi di dovere. Infine il microchip è fondamentale per distinguere un gatto randagio da uno di proprietà.
Oggi contiamo approssimativamente in Ticino fra i 60 e i 70mila gatti. Fra questi ci saranno alcune migliaia di randagi. Non siamo cioè in presenza di un numero eccessivo di colonie feline, anche perché quando se ne individua una, si procede rapidamente ad una campagna di cattura  e di sterilizzazione.
Insomma, non bisogna eliminare gli animali, bisogna semplicemente sterilizzarli. Le colonie feline inselvatichite vanno gestite: cattura, controllo sanitario e reimmissione nel territorio. Anche perché eliminandoli non si fa altro che rendere il territorio libero per un’altra colonia.
Con le sterilizzazioni si ha invece il vantaggio di mantenere equilibrato il numero dei gatti, di evitare trasmissioni di malattie infettive fra gli animali, e si contrasta l’immigrazione di altre colonie. Basti pensare che solo nel comune di Bellinzona ne contiamo una quindicina, di cui quattro in centro città.


Gli animali domestici devono essere accuditi dai rispettivi proprietari
Luca Bacciarini
Veterinario cantonale
Esiste già una banca dati (Anis) dove possiamo registrare a titolo volontario tutti i nostri animali, domestici e non, gatti, cani, tartarughe o pappagalli. Estendere con la legge federale quest’obbligo ai felini, come si fa per i cani, identificandoli con un microchip, sarebbe utile per responsabilizzare innanzitutto i proprietari. Ovviamente si dovrebbero poi prevedere degli investimenti per gestire questa operazione ad ogni livello, federale, cantonale e comunale e contemplare dei costi per i privati relativi agli impianti dei microchip e alla registrazione.
In Ticino, la Legge sulla protezione animali assegna ai Municipi il compito di gestire le problematiche riguardanti i gatti e i cani randagi. Questo perché è l’autorità che conosce meglio il territorio, che può intervenire immediatamente rispetto a situazioni critiche. Come Ufficio veterinario cantonale collaboriamo molto bene con il Gar, Gruppo aiuto randagi e con le Società protezioni animali cui i Comuni possono rivolgersi per la cattura di gatti randagi, per il controllo sanitario degli animali, la castrazione e la successiva gestione di queste colonie. Lo scopo è di ridurre ed eliminare in modo naturale queste colonie di gatti inselvatichiti impedendo nuove nascite.
Il nostro Ufficio promuove da tempo la responsabilizzazione dei proprietari. Sono loro a dover accudire i propri animali domestici, evitando una riproduzione incontrollata. Cosa che vale per tutti: cani, gatti ma anche animali esotici. Dobbiamo essere tutti consapevoli che quando si è proprietari di un animale domestico, lo si è fino alla fine dei suoi giorni. E se si è impossibilitati ad occuparsene non lo si può abbandonare: si prenda contatto con la Protezione animali per farlo adottare da qualcun altro. Un animale domestico è tenuto sotto la responsabilità di un detentore, non ci sono scuse.
27.10.2019


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