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Manuel Viso in Marocco e un gruppo di paraplegici
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"Il mio folle viaggio
con 4 disabili in trike"
PATRIZIA GUENZI


È partito con quattro persone handicappate. Le ha portate in Marocco, ognuna a bordo di un trike, un mezzo a metà tra un’automobile e un triciclo, e le ha fatte guidare per 5.300 chilometri, di cui 4.200 in territorio nordafricano. Una sfida vinta quella di Manuel Viso, 50enne romando, autista di ambulanza con la passione per le moto. Nel 2012 ha fondato l’associazione Motards du Monde, attorno al progetto Handitrike, ispirato da un amico belga disabile che nel 2010 era partito con alcuni amici per la Tunisia in sella a uno trike. "Volevo regalare a chi non può muoversi liberamente il piacere di provare comunque l’ebbrezza della guida. Di incontrare altri motociclisti e di sentirsi... alla pari".
E c’è riuscito, grazie anche all’équipe di alcuni membri dell’associazione, tra cui un accompagnatore sanitario, che l’hanno seguito in Marocco. Quindici giorni di pura avventura su tre ruote per quattro persone con difficoltà motorie. Per loro il primo viaggio fuori dai confini elvetici. "Un’esperienza folle ma memorabile, seppur con qualche piccolo disagio - racconta Manuel -. Alcuni alberghi ci avevano garantito di essere completamente accessibili con la sedia a rotelle, in realtà non lo erano. Così, stanchi e affamati, alcune sere abbiamo dovuto rimetterci in sella e cercare un altro hotel". Una lezione per il prossimo viaggio. "Certo - dice Manuel -. Infatti lo sto già programmando ma questa volta dovrò fare molta attenzione agli alberghi dove alloggiare perché non tutti hanno quattro-cinque camere sufficientemente ampie per accogliere altrettante persone sulla sedia a rotelle". La meta? "Chissà, sto pensando a un giro dell’arco alpino, o della Corsica... Sinceramente ancora non lo so".
Intanto, fondamentale per la sopravvivenza dell’associazione, è trovare i fondi. "Motard du Monde conta un centinaio di soci - spiega Manuel -. Tutti volontari. Poi abbiamo la fortuna di avere dei finanziamenti privati e degli sponsor. Ovviamente per il viaggio ogni partecipante ha dovuto pagare una quota, ma se non avessimo avuto questi aiuti economici non sarebbe stato possibile andare sino in Marocco". Ad esempio, alcuni trike dell’associazione sono stati messi a disposizione da privati. "Costano poco meno di 35mila franchi l’uno. Sono tutti mezzi modificati. Un mix tra un’automobile, dietro infatti ci sono due ruote, e una motocicletta, davanti ha una ruota e il manubrio. Sono fatti apposta per consentire anche a chi non ha più l’uso delle gambe di guidare comunque. Non solo. Alcuni mezzi possono essere guidati anche da chi ha problemi alle braccia. Invece del manubrio si manovra una leva". Inoltre, ci sono costruttori disposti ad adattare i loro veicoli alle esigenze dei disabili e commercianti che applicano prezzi di favore. La sezione di Ginevra del Tcs, ad esempio, mette a disposizione la sua pista di perfezionamento per i corsi di introduzione alla guida.
Vedere arrivare in gruppo i Motard du Monde una certa impressione la fa. Questi mezzi imponenti, rombanti e molto particolari non passano inosservati. "Ricordo ancora in Marocco l’accoglienza degli scolari di Boudnib. Avevamo offerto tempo prima un impianto fotovoltaico. Stavano attorno a noi come fossimo marziani, gente che arrivava da chissà dove". E Manuel ricorda pure un altro episodio: "Quando i ragazzini di una scuola hanno visto per la prima volta la luce di una lampadina, grazie appunto al nostro impianto fotovoltaico. È stato un momento molto commovente".
E commovente è stato pure quel meccanico marocchino che si è fatto in quattro per riparare un trike facendosi pagare pochissimo. "Vale la pena viaggiare soltanto per incontrare tante belle persone, pronte a darti una mano. Ah dimenticavo, ci sono stati anche quei poliziotti che per un pezzo di strada ci hanno scortati con i lampeggiatori accesi".
pguenzi@caffe.ch
03.11.2019


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