Ambiziosa ristrutturazione per il monumento di Karl Marx
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Al padre del Capitale
una tomba più grande
ALESSANDRO CARLINI DA LONDRA


Nonostante il Regno Unito sia una delle patrie del capitalismo è in corso un vero e proprio "revival" del pensatore che ha più criticato e combattuto questo sistema economico: Karl Marx. L’interesse attorno al "padre" del comunismo è così grande fra i britannici e i tanti stranieri che arrivano a Londra da aver spinto il cimitero di Highgate, dove il filosofo ed economista tedesco è sepolto nel nord della metropoli, a lanciare un’ambiziosa ristrutturazione della sua tomba-monumento. Le ragioni per questa iniziativa sono molteplici. Prima di tutto si avvicina un importante anniversario: nel 2018 ricorrono i 200 anni dalla nascita di Marx, mentre nel 2017 si sono celebrati i 150 anni dalla pubblicazione del "Capitale", il pilastro editoriale su cui poggia il pensiero socialista. Proprio quell’opera venne scritta nella capitale britannica, nella quale Marx era stato costretto a trasferirsi nel 1849, un anno dopo la pubblicazione del "Manifesto del partito comunista".
Negli ultimi tempi poi è costantemente aumentato il flusso di simpatizzanti, turisti e curiosi che hanno varcato il cancello del cimitero monumentale per vedere lo storico appello scritto sulla tomba del pensatore: "Lavoratori di tutto il mondo unitevi". Nell’ultimo anno sono stati 85mila gli ingressi ad Highgate e in gran parte sono venuti per vedere dove riposa il filosofo, economista e politologo. Da qui la necessità di ingrandire e migliorare il monumento. È stato lo stesso Ian Dungavell, il direttore del cimitero dove sono sepolti artisti, filosofi, scienziati e star dei giorni nostri, da George Elliot a Michael Faraday fino al cantante George Michael, a spiegare al Times il progetto di ristrutturazione: si prevede l’ingrandimento della tomba di Marx con l’inserimento di piante e blocchi di granito al fine di permettere un migliore accesso dei tanti visitatori. Il tutto naturalmente nel rispetto della sobrietà scelta già per il monumento e per permettere a nostalgici e nuovi fan di fermarsi e riflettere pensando a teorie rivoluzionarie, occasioni mancate e speranze per il futuro. Secondo il direttore, fra le ragioni del "revival" marxiano c’è anche il cosiddetto "effetto Corbyn", prodotto dal successo del leader laburista Jeremy Corbyn, grande estimatore del pensatore tedesco. Lo ha definito "grande economista" e di sicuro guarda a lui per una serie di politiche radicali che tanto fanno presa sulla base della sinistra britannica. Come del resto fa spesso il Cancelliere dello Scacchiere ombra e numero due del partito, John McDonnell. "Karl Marx è tornato di moda - ha tuonato una volta contro chi criticava le ‘Corbynomics’, le politiche economiche di Corbyn -. Siamo socialisti, ma pragmatici", promettendo in caso di vittoria del Labour nelle elezioni di essere più "aggressivi" con gli "squali" della nuova economia, obbligando multinazionali "come Vodafone, Amazon e Google a pagare la loro giusta parte di tasse".
Un Marx quindi rivisto e corretto ai tempi dell’economia digitale. Forse se i laburisti dovessero tornare a Downing Street potrebbe essere rivisto il tanto criticato (dalla base) biglietto di ingresso (4 sterline) al cimitero di Highgate. Tanti dopo la vittoria di Corbyn, diventato leader contro tutte le previsioni, avevano protestato affermando che il ticket per rendere omaggio al "compagno" Marx fosse del tutto contrario ai principi della solidarietà socialista.
28.01.2018


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