È spesso sconosciuto il numero dell'ambulanza
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Uno svizzero su tre
non conosce il 144
PATRIZIA GUENZI


Quasi vent’anni di vita e così poco conosciuto. È il 144, l’Sos per le urgenze sanitarie, attivo in Svizzera dal 1999. Se n’è resa conto Carla, quando suo figlio ha picchiato la testa contro uno spigolo ed è svenuto. Per chiedere l’intervento dell’ambulanza ha composto il 118, il numero dei pompieri. "Un ritardo che in certi casi può anche costare una vita", osserva Olivier Nyenhuis, portavoce della piattaforma che raggruppa tutte le associazioni svizzere di salvataggio.
Ma Carla è in buona compagnia. Numerose inchieste hanno evidenziato che uno svizzero su tre non sa che esiste, o non conosce, il numero dell’ambulanza, che ogni anno risponde ad almeno 500mila telefonate (dati 2017), di cui 300mila realmente per urgenze sanitarie. A riceverne di più è il 117 della polizia, 700mila chiamate l’anno. "Il 117 tratta anche un certo numero di richieste che hanno a che fare con la salute - spiega Nyenhuis -, ma se la polizia deve fare da intermediario col 144 capite bene che il pericolo di perdere del tempo prezioso è alto. Ad esempio in caso di infarto cardiaco, ogni minuto, ogni secondo conta".
E allora, per farsi conoscere o per "ricordare" la sua presenza sul territorio, ogni anno il 144 scende in piazza in tutti i cantoni, tra la gente. L’ultima volta, lo scorso 14 aprile (144, non è un caso), con diverse manifestazioni, stand e altre dimostrazioni per informare la popolazione sul ruolo e le competenze dei servizi di soccorso e salvataggio e, ovviamente, sul numero d’urgenza  giusto che permette di contattarli.
"Distribuiamo volantini, penne e altri gadget con stampato sopra il nostro numero - riprende Olivier Nyenhuis -. Capiamo bene che quando una persona si trova in un momento di panico può anche dimenticarlo, subentra una sorta di black out per cui non si è più in grado di fare nulla. Ma visto che la maggior parte dei nostri interventi non avviene per strada, dove ci sono altre persone, è fondamentale sapere quali sono i primi gesti da compiere, tra cui appunto digitare immediatamente il 144".
Serve dunque un costante battage pubblicitario. È dimostrato. In Ticino, ad esempio, tra il 2005 e il 2008 sono state fatte anche delle campagne televisive. Il numero di chi conosceva il 144 è così salito dal 59% all’81%. "Salvo poi ridiscendere una volta finita la campagna - nota Nyenhuis -. Ciò dimostra l’importanza di renderci costantemente visibili. Emergeva pure da uno studio del 2012: a non sapere che numero chiamare in caso di urgenza sanitaria era il 60 per cento della popolazione. Quindi oggi, tutto sommato, col 30 per cento, abbiamo raggiunto un buon risultato".
Intanto, l’Europa sta valutando l’introduzione di un unico numero, il 112, per qualsiasi emergenza: dall’ambulanza ai pompieri alla polizia. "In Danimarca è già una realtà - spiega Nyenhuis -. Da un lato va bene, perché è solo un numero da tenere a mente. Ma dall’altra, siccome chi risponde non è sempre preparato a gestire anche le emergenze sanitarie, esiste il pericolo di perdere del tempo prezioso.
Meglio quindi un unico numero di riferimento solo per le emergenze sanitarie. Chiamare immediatamente il 144 permette, nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi, di avere un esperto che può dare delle utili indicazioni sino all’arrivo dei colleghi al domicilio del paziente".

pguenzi@caffe.ch
06.05.2018


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