Lotta nei protestanti ginevrini per un attacco omosessuale
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"I gay, una minaccia!"
È polemica religiosa
FRANCO ZANTONELLI


C’è baruffa nella chiesa protestante di Ginevra. A scatenarla è stato un attacco agli omosessuali, definiti "una minaccia per la nostra società". La vicenda risale al novembre scorso, è avvenuta nell’ambito delle manifestazioni tenutesi in occasione del 500esimo dalla Riforma, ma è uscita solo di recente grazie ad un articolo di stampa. Responsabile delle esternazioni omofobe, l’animatore di uno dei tanti ateliers organizzati per sottolineare il mezzo millennio dalla scissione luterana. Si diceva che, a denunciarle, è stato un articolo di stampa. Più precisamente di Protestinfo, l’agenzia di stampa della Chiesa Riformata. I cui vertici non l’hanno presa bene e, come hanno scritto diversi quotidiani, paiono intenzionati a ridimensionare Protestinfo, chiedendone la revisione del ruolo e degli obbiettivi.
"Vorrebbero che ci limitassimo a scrivere dei comunicati e null’altro, ma noi intendiamo continuare a fare i giornalisti", protesta il responsabile della testata, Joël Burri. Un tema, quello dell’omosessualità, controverso nella Chiesa protestante, tanto da scatenare una polemica di tale portata. "Effettivamente - spiega Burri al Caffè - nel protestantesimo l’omosessualità è una questione che divide, a causa dell’influenza del movimento evangelico statunitense il quale, facendo leva sulla Bibbia, considera chi è gay un peccatore".
Ma non è tutto. C’è un aspetto fondamentale che Burri ricorda: "Nella Bibbia i testi dedicati all’omosessualità, che nell’antichità era vissuta in modo assai diverso da oggi, sono piuttosto marginali. Ma il messaggio centrale è solo uno. L’invito ad accogliere gli altri e non rifiutarli". Tanto che diversi teologi protestanti predicano un messaggio di inclusione, nei confronti degli esponenti della comunità Lgbt.
A quanto scrivono alcuni giornali, in particolare la Tribune de Genève, la querelle scatenata dalla denuncia per quella frase contro gli omosessuali sarebbe, però, solo un pretesto. Che nasconderebbe una mera questione finanziaria. Protestinfo costa e la Chiesa Riformata di Ginevra non naviga in buone acque. "I nostri colleghi di Ginevra - rileva il pastore Xavier Paillard, alla testa della Chiesa Riformata vodese - hanno l’impressione di dover pagare per un ‘organismo’ che rimette in questione la loro istituzione". Nessun commento, invece, da parte dell’omologo ginevrino di Paillard, Emmanuel Fuchs.
Più prosaiche, per contro, le considerazioni del direttore di Protestinfo, Joël Burri. Secondo il quale tutte le volte che un giornalista tocca le realtà locali corre il rischio di sollevare un vespaio. "È più facile occuparsi di Vladimir Putin che del sindaco del proprio villaggio. Ogni cronista che riferisce di vicende locali lo sa perfettamente", commenta. Burri, più che sentirsi vittima di una censura, ritiene che la sua testata sia finita nel mirino della critica, per aver toccato un nervo scoperto. Proprio come capita al giornalista del quotidiano locale che fa le pulci al sindaco del villaggio. "Inoltre - fa presente Burri - il nostro editore è conosciuto per il suo carattere collerico. Ma... il fatto stesso che noi abbiamo potuto esprimerci su questa controversia, è un segnale di vivacità della Chiesa Riformata".
17.06.2018


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