Bistecche e filetti con prezzi superiori anche del 142%
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La carne è carissima,
"va bene è di qualità"
ANDREA STERN


Costa il 99% in più che in Germania. Il 116% in più che in Italia. Il 328% in più che in Polonia. Un recente studio dell’Eurostat conferma che in Svizzera la carne è di gran lunga la più "salata" al mondo. Una differenza di prezzo abissale, ben superiore a quella degli altri generi alimentari. "Le nostre inchieste dimostrano che in Svizzera si può fare la spesa spendendo più o meno quanto si spenderebbe nei Paesi vicini - dice Laura Regazzoni Meli, segretaria generale dell’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (Acsi) -. Non così per la carne, che resta nettamente più cara".
Nettamente più cara, "ma anche nettamente migliore - replica Pietro Vietti, presidente dell’Associazione mastri macellai salumieri Ticino e Mesolcina -. Sono stato in tanti Paesi e posso assicurare che da nessuna parte la carne viene lavorata e tagliata bene come in Svizzera. All’estero, è vero, costa meno. Ma una volta che la si pulisce e si tolgono gli scarti, la differenza di prezzo non è più così grande. Sottolineo che non sto parlando di qualità, che si trova anche negli altri Paesi, ma di lavorazione". E Regazzoni Meli aggiunge: "In Svizzera ci sono norme di tenuta degli animali tra le più severe al mondo".
E il benessere degli animali ha un costo per gli allevatori. "I consumatori sono sensibili a questo aspetto - osserva -, sono disposti a spendere qualcosa in più per avere un prodotto di origine controllata. Certe immagini di polli in batteria che arrivano dall’estero fanno rabbrividire. Penso che nessuno abbia voglia di importare simili allevamenti in Svizzera".
Eppure, riconosce Vietti, un aumento delle importazioni permetterebbe sicuramente di ridurre i prezzi. Attualmente meno del 20% della carne consumata in Svizzera arriva dall’estero. "La Confederazione applica dazi enormi - afferma -. Su un prodotto che costa, diciamo, 10 franchi, il dazio può essere anche di 15 franchi. Loro sostengono che siano misure per proteggere gli allevatori locali, ma secondo me è solo un modo per garantirsi lauti incassi".
Al di là della nota polemica del presidente dei macellai, Regazzoni Meli ritiene che il miglior modo per spendere meno sia... consumare meno. "È sicuramente preferibile mangiare carne di qualità un paio di volte a settimana - afferma - che mangiare tutti i giorni prodotti di dubbia provenienza".
Un principio fatto proprio dai cittadini elvetici. L’anno scorso, in media, ognuno ha consumato circa 50 chilogrammi di carne. Molto meno rispetto al picco raggiunto trent’anni fa, nel 1987, con un consumo pro capite di 71 chilogrammi. "Ma è una tendenza legata più a una certa moda salutista che al prezzo - sostiene Vietti -. Perché in Svizzera è normale che tutto costi di più. Sia la carne sia, che so, i bulloni e i chiodi".

astern@caffe.ch
26.08.2018


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