A Zurigo un ambulatorio cura chi non mangia carne
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Un medico su misura
per vegani e vegetariani
PATRIZIA GUENZI


Un’indubbia gratificazione, un successo. La conferma che i vegani non sono per niente dei personaggi strani che si alimentano di cibi ancora più strani. Così Annamaria Lorefice reagisce alla notizia di quello che ha tutta l’aria di essere il primo studio medico per pazienti vegani e vegetariani in Svizzera, aprirà ad aprile a Zurigo. "Speriamo sia solo il primo di una lunga serie e che spinga altri colleghi anche in Ticino a fare altrettanto", dice la fondatrice di Piaceretica, club Ticino vegano nato otto anni fa, trecento iscritti. "Purtroppo è ancora un tipo di alimentazione che viene vista come estrema - riprende Lorefice -. Ma non è così. È un diverso modo di approcciarsi al cibo, nel rispetto degli animali, tutto qui".
L’iniziativa è del dottor Renato Werndli, da sempre attivista per i diritti degli animali, e del collega Alexander Walz, che nel 2017 aveva lanciato VegMedizin, un servizio di telemedicina. A disposizione dei pazienti un’équipe multidisciplinare di otto esperti, medici, psicologi, nutrizionisti. Tutti, ovviamente, vegetariani o vegetaliani convinti. Solo così è possibile comprendere le ragioni etiche di chi ha bandito la fettina dal proprio menu. "Non è un’operazione di marketing, non lo faccio per guadagnare - assicura al Caffè Werndli - ho già uno studio ben avviato a San Gallo, mi sono semplicemente accorto che mancava in Svizzera un’offerta del genere".
Mancava. Eppure, stando ad un sondaggio del 2017 dell’Associazione Swissveg, l’11 per cento della popolazione svizzera è vegetariana e il 3 per cento vegetaliana. La maggior parte vive nei centri urbani, soprattutto svizzero tedeschi. Non per niente anche i grandi magazzini, e non più soltanto i negozi specializzati, oggi offrono prodotti vegetariani certificati dal marchio Swissveg, tra cui svariati sono vegetaliani (vedi articolo qui sotto). Un business interessante, che non è sfuggito al colosso dell’alimentazione Nestlé, che ha da poco annunciato di volersi concentrare ulteriormente su questo tipo di offerta.
Insomma, finalmente chi ha bandito dalla propria tavola la carne, e anche chi rifiuta di mangiare qualsiasi cibo di origine animale (dalle uova ai formaggi ai latticini), avrà un interlocutore preparato. Un medico che non giudicherà, un interlocutore preparato con cui confrontarsi e chiedere informazioni. Chi non mangia carne non è detto sia carente di qualche vitamina o sostanza. O che necessiti di cure particolari. Basta stare attenti a non avere una carenza di vitamina B1 o di ferro, ad esempio, ma non è complicato. "Molto spesso i medici attribuiscono i malesseri dei pazienti vegani e vegetariani alla loro alimentazione, ma non sempre è così - spiega il dottor Werndli -. Il problema è che alcuni miei colleghi non conoscono a sufficienza i valori nutrizionali della frutta, della verdura e delle fibre".
E così, il club degli "incompresi" aumenta. "Per molti miei colleghi chi mangia vegetaliano non è in buona salute - riprende Werndli -. Purtroppo hanno insufficienti competenze di alimentazione, mentre l’industria del latte e della carne è abilissima a fare informazione a proprio vantaggio".
Lo studio di Werndli e Walz sarà aperto a tutti. "Non mi metterò certo a discutere l’alimentazione dei miei pazienti a meno che non influisca negativamente sulla salute". E i farmaci? "Mi sono già informato. Un terzo dei trattamenti soltanto è vegetaliano. Nel limite del possibile proporrò delle terapie senza tracce animali. p.g.
24.03.2019


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