Il matrimonio ha cambiato formula, la festa è a fisarmonica
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Nozze rivoluzionarie
tra tea time e low cost
ROSELINA SALEMI


È una piccola rivoluzione. Il matrimonio è diventato una festa che si allarga e si allunga, con cambi d’abito, stormi di droni e location insolite. È diventato "un’esperienza". "C’est la vie, prendila come viene", film campione d’incassi in Francia, ambientato durante un ricevimento, racconta la necessità ossessiva di bellezza e originalità. Gli eventi perfetti esistono (pensiamo alle nozze scenografiche del principe Harry con Meghan) o ad altre cerimonie para-hollywoodiane. La wedding planner Vanessa Souvralia ha organizzato una tre giorni nell’isola greca di Hydra per le nozze tra l’esotica Vrinda Metha e il fotografo Pierpaolo Ferrari (cento invitati), lo scorso agosto. Matrimonio civile, poi cocktail party a tema, cena al tavolo imperiale decorato con foglie di olivo, erbe selvatiche, lavanda, rusco, eucalipto. Diana Sorensen, altra wedding planner ingaggiata dalla fashion blogger coreana Feiping Chang, ha reso straordinarie le sue nozze con il finanziere Lincoln Li a Capri: tre cene, tre feste, tre abiti firmati da Giambattista Valli.
Chi ancora crede nel matrimonio cerca di replicare: addio al nubilato, discoteca, cena con le amiche, cerimonia in comune, chiesa, ricevimento in villa, dj set. Mentre l’abito si evolve. Creazioni preziosissime come quelle di Antonio Riva Gold Label hanno dei segreti, tipo la tasca per tirar fuori il cellulare dopo il sì e farsi un selfie. Sono trasformisti: diventano corti, easy, è un vero cambio di look. O, colorati e fioriti, possono, mantenendo la taglia, durare una vita. Per tutte sono un must le wedding sneakers matelassé o con farfalle applicate: "Ce le hanno chieste - sorride Riva -, le spose non vedono l’ora di scendere dai tacchi dopo la cerimonia…".
Ultime news: no al sexy a tutti i costi, sì allo strascico, sì alle maniche dopo anni di amputazioni: sono trasparenti, a sbuffo, rinascimentali, a campana, ad aletta, ispirate a "Guerre stellari". È anche tempo di mantelle, cappe e coprispalle, di bijoux e strass integrati nel tessuto, fiori esuberanti portati dal vento dell’alta moda.
Poi c’è la rivoluzione delle location e delle formule. Le più nuove sono low cost: breakfast, brunch, tea time, wedding happy hour, wedding picnic sui prati (ma bisogna avere certezze meteo). Con wedding dog sitter per gli amati quattrozampe. Diverte il reverse wedding, lo scardinamento del programma classico. Si comincia con il ricevimento perché gli invitati possano conoscersi (spesso gli amici della coppia vengono da città, nazioni diverse) poi municipio/chiesa e dopo, festa. Funziona. Le location? Fabbriche dismesse, atelier, cave di marmo. Monia Re, wedding designer, punta sulla scenografia per valorizzare luoghi improbabili: "Lavoro su colori e luci, è incredibile quello che si può ottenere con un piccolo budget! Il matrimonio in una cantina con tavolo imperiale a specchio che rifletteva le volte a botte, e sopra due lampadari in cristallo (noleggiati). Spettacolare. Visivamente un abbraccio, quello sul prato dove abbiamo creato un’ellisse di sedie con gli sposi al centro per la cerimonia civile. Non c’è limite: nozze sulla neve, banchetti in vigna, la promessa pronunciata in un filatoio con i torcitoi della seta che partivano subito dopo il sì".
03.06.2018


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