Innamorarsi è tutta questione di chimica, ecco perché
Immagini articolo
È colpa del cervello
se l'amato è una droga
ROSELINA SALEMI


Sei sempre su di giri, telefoni cento volte al giorno, pensi soltanto al prossimo appuntamento? Dipende dall’attivazione dell’area ventrale tegmentale destra. Il sistema dopaminergico della ricompensa ti inonda di dopamina, ed è una sensazione talmente piacevole che hai voglia di ripeterla all’infinito. Lui è geloso? Dipende dalla vasopressina, un neurormone prodotto dall’ipotalamo, responsabile della sensazione di possesso. Ti tradisce? Potrebbe essere colpa della variante Rs3 334 del gene Avpr14 . C’è stato un gran rumore quando l’hanno scoperto. Che bello liberarsi dei sensi di colpa dicendo: è genetica!
Da quando l’antropologa Helen Fisher ha infilato gli innamorati felici/infelici dentro un apparecchio per la risonanza magnetica funzionale, possiamo (purtroppo?) dire che le neuroscienze sanno quasi tutto dell’amore. Il meccanismo che ha prodotto suicidi e poemi resta incontrollabile, ma non ha più niente di misterioso. L’esperimento sui mollati ("erano ridotti così male che non entravano nella macchina" racconta Helen Fisher) conferma le parole del poeta latino Terenzio: "Minore la mia speranza, più ardente il mio amore". Il sistema di ricompensa per la voglia, la motivazione, il desiderio, si attiva maggiormente quando non si ottiene ciò che si desidera. In questo caso, il compagno/a giusto/a.
Grazia Attili, professore ordinario di Psicologia Sociale all’Università La Sapienza di Roma, spiega tutto questo nel saggio "Il cervello in amore" (Il Mulino). Esempio: che cosa può rivelare la risonanza di un Romeo separato della sua Giulietta che è nel mood "o lei o nessuna"? Un’attivazione del cervello rettiliano che si illumina anche quando un consumatore abituale ha bisogno della sua dose di coca. Frasi fatte come "tu sei la mia droga" sono tutt’altro che metaforiche. L’amore romantico è una dipendenza perfetta, meravigliosa se reciproca (e non sempre lo è). Quando è andata male, diciamo: ho preso una scottatura. Vero. Nella mente si attiva la stessa area che reagisce a un dolore fisico, tipo una scottatura, appunto. E passiamo alla frase "mi ha spezzato il cuore". Bisognerebbe dire il cervello? No, il cuore ha serie ripercussioni. Uno spasmo acuto. Per lo psicologo Angelo Compare, in una ricerca realizzata con il cardiologo Riccardo Bigi, in collaborazione con l’Università di Bergamo e con Andrew Steptoe dell’University College London, il cuore infranto è una verità scientifica. I sintomi sono analoghi a quelli dell’infarto del miocardio. Il dolore al centro del petto è molto forte e può essere accompagnato da sudore freddo, nausea e vomito. Serve un’angiografia per scoprire che non ci sono danni alle coronarie. Compare ha scoperto il "fattore D", come Distressed, (un tipo di personalità). Che cosa succede l’ha spiegato nella ricerca: "Se potessimo osservare cosa avviene nella testa della persona con la sindrome del cuore infranto vedremmo che nel corso della lite dovuta a una rottura, l’emotività ha determinato una iper-attivazione di alcune zone sotto-corticali connesse all’elaborazione mentale delle emozioni, come l’ipotalamo. Ciò determina un incremento improvviso della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa".
In maniera imprevista, gli studi sulle aree del cervello che si accendono come lampadine davanti alla foto della persona che amiamo o quando ascoltiamo "la nostra canzone", la conoscenza della dopamina e della feniletilamina (che si trova anche nella cioccolata) serviranno forse ad avere le idee più chiare in questo tempo di legami fragili. Alain de Botton  ("Il corso dell’amore" è il suo ultimo libro) consiglia di affrontare la dura verità: "L’amore comincia con la sensazione di essere capiti e sostenuti come non mai. L’altro raggiunge le parti più desolate di noi: non c’è bisogno di spiegare perché troviamo tanto divertente una battuta; odiamo le stesse persone; entrambi vogliamo provare una certa fantasia sessuale. Ma non può andare avanti così. Quando ci scontriamo con i ragionevoli limiti della capacità di comprensione dell’altro, non dobbiamo accusarlo di negligenza. È normalissimo. Nessuno capisce del tutto nessuno. Scegliere una persona è solo questione di decidere che tipo di sofferenza siamo disposti a sopportare". Le neuroscienze suggeriscono soltanto di riflettere su un nuovo, forse più promettente futuro post-romantico.
17.06.2018


Articoli Correlati
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
20.09.2019
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o per incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– per l'anno 2018 [www.ti.ch/commesse]
19.09.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, agosto 2019
17.09.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2019
11.09.2019
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel secondo trimestre 2019
09.09.2019
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2019
04.09.2019
La Segreteria del Gran Consiglio ha provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 16 settembre prossimo
03.09.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, luglio 2019
02.09.2019
Aggiornati e completati i dati sugli impianti di depurazione delle acque [www.ti.ch/oasi]
30.08.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, luglio 2019
27.08.2019
Notiziario statistico Ustat: Popolazione residente permanente, Ticino, 2018
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Per ora fare il pieno
costerà a tutti di più
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
I migranti in Libia
come arma di ricatto
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Killer, boss e agguati
al clan dei marsigliesi
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Onda verde e giovane
delle nuove generazioni
Luca Mercalli
Luca Mercalli
"Senza una svolta
ci sarà un'estinzione"
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi


La copertina
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie





I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Spagna: studiava
per colpire,
arrestato jihadista

Germania, accordo
con il Messico
per reclutare
infermieri

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00