La transizione digitale nelle scuole svizzere
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Con il "professor tablet"
l'alunno si autovaluta
CLEMENTE MAZZETTA


A Basilea gli alunni ormai interagiscono con il tablet. Fanno gli esercizi e sono subito valutati da un algoritmo. Distanza cosmica dal Ticino, dove in molte scuole il wi-fi è ancora limitato a poche aule, e che ora prova a recuperare l’handicap nella transizione dalla scuola vecchio stile a quella nuova, tutta connessione ultra rapida e laptop. Nelle scuole ticinesi la dotazione informatica è carente rispetto allo sviluppo che le nuove tecnologie hanno avuto nella società. La stessa formazione digitale si basa ancora sull’insegnamento relegato nella classica aula di informatica.
Per rispondere ad un’esigenza reale, il Decs ha elaborato un documento programmatico per la digitalizzazione delle scuole con investimenti nell’ordine di 47 milioni nel corso di 5 anni.   Non solo infrastrutture, non solo wi-fi generalizzato, ma anche nuovi programmi informatici, sussidi didattici digitali, pc e tablet. Rispondendo così anche alle indicazioni della Commissione della scienza, educazione e cultura del consiglio Nazionale che insiste sulla necessità di rafforzare l’insegnamento dell’informatica e della cultura digitale già a partire dalle elementari.
Quello che si sta già facendo Oltralpe, dove le scuole sono in linea con la transizione digitale. Gli alunni dei cantoni Argovia, Basilea e Soletta, ad esempio,  ormai studiano e fanno gran parte dei loro compiti sul tablet.  Grazie ad uno speciale programma informatico, "Mindsteps", possono accedere a 25mila esercizi di tedesco, inglese, francese, matematica e verificare (autovalutare) subito la riuscita, il proprio livello di competenza. Questi cantoni si sono dati l’obiettivo di migliorare il sistema educativo in modo sostanziale. Ridefinendolo per gli allievi dai 4 ai 13 anni. All’interno di questo obiettivo hanno appunto predisposto un portale di e-learning che permette agli studenti e agli insegnanti di accedere ad un sistema di apprendimento basato su criteri di autovalutazione.
Attraverso "Mindsteps", utilizzabile dai ragazzi ovunque si trovino (anche fuori dalla scuola), gli studenti possono fare i loro compiti ed essere valutati regolarmente sulla conoscenza degli specifici argomenti di studio durante tutto l’anno. Gli insegnanti hanno libero accesso al database degli esercizi, possono tarare i test delle lezioni  utilizzati durante l’anno scolastico. Siccome il programma fornisce informazioni precise sui processi di apprendimento degli studenti, questi si possono dividere in gruppi, in base ai livelli raggiunti. In questo modo si può attivare una concreta differenziazione all’interno di ogni classe.
Il programma di insegnamento personalizzato, ideato dal pedagogista Urs Moser, dell’Istituto per la valutazione educativa dell’Università di Zurigo, ha un costo annuo di 28 franchi per alunno. Al momento è impostato per il "Lehrplan 21", il programma scolastico in vigore nei cantoni di lingua tedesca. Non ancora per il "Plan d’études romands" a cui fa riferimento anche il Ticino. Particolare che rende evidente le differenze fra i cantoni. Anche se è soprattutto sull’informatica che si sta andando in ordine sparso. Con realtà d’eccellenza, soprattutto nei centri urbani, e altre a rimorchio.
Ecco perché, senza mettere in discussione la competenza dei cantoni nell’insegnamento elementare, la Commissione della scienza, educazione e cultura del consiglio Nazionale chiede di armonizzare programmi, estendendo in particolare gli obiettivi del "Lehrplan 21" a tutta la Svizzera. Per evitare un "Röstigraben" dell’insegnamento informatico fra le varie regioni.

c.m.
01.07.2018


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