Slow Food propone l'obbligo di insegnare alimentazione
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A scuola di buon gusto
si impara a mangiare
PATRIZIA GUENZI


Il buon gusto s’impara da piccoli. E, soprattutto, deve essere un diritto. Così la pensa Josef Zisyadis, presidente di Slow Food Svizzera, pronto a lanciare un’iniziativa popolare per inserire nella Costituzione l’insegnamento obbligatorio dell’alimentazione a scuola. "Fondamentale per dare agli allievi gli strumenti per nutrirsi bene affinché da adulti sappiano cosa mettere nel piatto", spiega Zisyadis a Caffè. Un aspetto che sta a cuore anche all’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav) che ha elaborato un’App - MySwissFoodPyramid - per aiutare i cittadini nella ricerca di informazioni sugli alimenti e su come sceglierli.
Di alimentazione sana ed equilibrata si parla da anni. Tutti conosciamo la piramide alimentare che indica quali alimenti includere quotidianamente nella nostra dieta e quali no, o soltanto raramente. Eppure, continuiamo a mangiare male, a mettere in tavola troppi grassi e dolci e troppa poca frutta e verdura.
Una piramide coi piedi d’argilla, verrebbe da dire. Emerge anche dai risultati del primo studio nazionale sui consumi alimentari degli elvetici, dove ad essere rispettate sono soltanto le raccomandazioni relative a liquidi e bibite. Di regola 1-2 litri di bevande sono consumate dalla maggior parte dei cittadini. Il che è positivo. Meno positivo il fatto che tutti i giorni si mangino pure quattro porzioni di dolci, snack, salati e alcolici invece di una.
Il difensore del gusto Zisyadis intende fare sul serio. E osserva: "Così come esistono i programmi Gioventù e sport, Gioventù e musica, perché non fare anche Gioventù e gusto? Ancorando alla Costituzione l’insegnamento dell’alimentazione voglio investire sui consumatori di domani. In questo modo la Confederazione sarà libera di legiferare e di obbligare i cantoni a rispettare le indicazioni. Attualmente, infatti, i progetti di questo tipo divergono molto da regione a regione". Ad agosto, Zisyadis sottoporrà dunque la sua proposta al congresso annuale di Slow Food Svizzera. "Spero che venga accettata - dice -. Si potrebbero oganizzare corsi di cucina in classe, degustazioni, un orto a scuola e altre inizative per insegnare ai bimbi le basi per diventare indipendenti a tavola". Zisyadis ha pensato anche al finanziamento. Compensare i costi economizzando sui programmi di promozione dell’Ufficio federale della salute pubblica e di Promozione salute Svizzera. Il presidente di Slow Food Svizzera è ottimista pure sull’elaborazione di un programma scolastico. "Spero di poter coinvolgere un numero importante i partner attorno al progetto, persone consapevoli dell’importanza di educare i bambini ad un’alimentazione sana ed equilibrata".
E per chi tanto bambino non è più, il consiglio è di scaricare l’App dell’Usav. È gratuita, in tre lingue, per Android o Apple. Permette anche di tenere un diario nutrizionale, per avere un controllo di tutto ciò che in un giorno si consuma, tra alimenti solidi e liquidi. Solo chi è bene informato è in grado di scegliere consapevolmente cosa mangiare, senza rinunciare al piacere. E questo si può imparare già all’asilo. E chi a Zisyadis fa notare che l’alimentazione è una questione privata, che la scuola non dovrebbe immischiarsene, il "patron del gusto" replica: "Mangiamo tre volte al giorno, quasi sempre tre volte male. Diamo quindi ai futuri cittadini le nozioni indispensabili per conoscere gli alimenti e nutrirsi bene".

p.g.
08.07.2018


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