function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};




Il centro federale per evitare il "sessismo" non funziona
Immagini articolo
Contro le molestie
manca volontà politica
FRANCO ZANTONELLI


Nonostante la creazione di un’apposita cellula anti-molestie, a Palazzo federale pare faccia fatica a decollare lo spirito #Me Too. Attivata nel gennaio scorso, dopo "l’affaire Buttet", dal nome del deputato Ppd vallesano costretto alle dimissioni in seguito alla denuncia di diverse donne, la cellula non risulta che in 9 mesi di attività abbia ricevuto alcuna sollecitazione. E dire che, forse anche sull’emozione suscitata dallo scandalo Weinstein, la reazione del legislativo, dopo le malefatte di Yannick Buttet, era stata veloce.
Ai parlamentari, uomini e donne, che si trovino nella necessità di denunciare comportamenti sconvenienti è stata data, da inizio anno, la possibilità di farlo anche anonimamente, tramite telefono oppure presentandosi, di persona, negli uffici che la cellula anti-molestie ha messo a loro disposizione a Berna e a Zurigo. Da aggiungere che per l’operazione il Parlamento ha stanziato 3’600 franchi all’anno.
Eppure, come ha scoperto Le Matin Dimanche, la struttura "non è assediata dalle denunce". Un eufemismo per dire che, in realtà finora quasi nessuno si è fatto avanti per lamentarsi di atteggiamenti sconvenienti di colleghi o colleghe. Insomma, il palazzo non sembra lo specchio del Paese, in cui il 30% delle donne e il 10% degli uomini sarebbero stati vittime di molestie. Tuttavia a sentire la consigliera nazionale dei Verdi di Ginevra Lisa Mazzone, in realtà non ci sarebbe la volontà politica di far funzionare l’antenna anti-molestie. "Il numero di telefono e le coordinate della cellula sono praticamente introvabili", dice sconsolata al Caffè. Sia la deputata verde, come pure la sua collega dell’Udc Céline Amaudruz, anch’essa ginevrina, hanno tra l’altro denunciato di aver subito "gesti inappropriati".
Come aveva raccontato a suo tempo Lisa Mazzone, le molestie ma anche gli apprezzamenti sessisti non avvengono abitualmente all’interno del Parlamento, ma piuttosto durante i momenti informali, quali serate o conferenze. "Di solito - la testimonianza anonima di una parlamentare - ti appoggiano, con fare paternalista, una mano sulla spalla, poi se non li fermi quella mano comincia a scendere verso il basso". Alla luce di questo e altri esempi Lisa Mazzone aveva accolto con grande favore la nascita della cellula anti-molestie. Ora, però, deve ammettere, sconsolata, che "chi non ha preso nota del numero di telefono da contattare, quando la cellula è nata, oggi non riesce più a recuperarlo". E questo perché "la circolare con cui venne annunciata - aggiunge - non è più rintracciabile nel nostro extranet". Se oggi qualche parlamentare volesse entrarne in possesso cosa deve fare? "Beh, l’unica possibilità è quella di contattare il segretario generale del Parlamento. Il che è francamente imbarazzante se si considera che in questo modo il diritto all’anonimato non esisterebbe più".
Sembrerebbe dunque che "l’affaire Buttet", che quando è scoppiato sembrava una montagna, abbia partorito il solito topolino. "In effetti - constata Lisa Mazzone - si è creata questa cellula anti-molestie senza darle la possibilità di funzionare". Cellula che, vale la pena ricordarlo, nacque a titolo sperimentale. "Ora - conclude la deputata dei Verdi - al termine dell’esperimento sarà facile poter dire che ha dimostrato di non essere indispensabile. Diciamo che ha svolto la funzione di alibi". Dopo meno di un anno sembra, di conseguenza, già dimenticato l’allarme lanciato sull’onda dell’ "affaire Buttet" dalla consigliera nazionale Céline Amaudruz che disse: "C’è troppa gente con cui non mi sento al sicuro quando prendo l’ascensore".
30.09.2018


Articoli Correlati
Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
19.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, ottobre 2020
13.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, ottobre 2020
11.11.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 23 novembre 2020
10.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, ottobre 2020
10.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, ottobre 2020
06.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, ottobre 2020
05.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, ottobre 2020
30.10.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, terzo trimestre 2020
28.10.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 9 novembre prossimo
13.10.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, settembre 2020
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il trionfo di Biden
in un Paese dilaniato
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La perenne infinita attesa
per l'attacco all'Occidente
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Tormentati e solitari,
animati dalla genialità
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Abbiamo appena dieci anni
per evitare una catastrofe
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Thailandia:
nuove
proteste
a Bangkok

Piovono razzi
su Kabul.
Sospetti
sui talebani

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00