Pochi gli allievi che non mangiano né carne né pesce
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Ecco come la scuola
affronta i vegetariani
PATRIZIA GUENZI


Meglio iniziare subito, nei primi anni di vita, a mangiare i ceci al posto delle polpette, i cavolfiori invece della frittata e la marmellata di prugne anziché il miele. Anche a scuola. Alcune famiglie vegane, infatti, chiedono di bandire dal piatto del figlio qualsiasi prodotto di origine animale. Non molte, in realtà, in Ticino. Cinque, dieci i bimbi veg, non di più. I pasti vegani sono garantiti almeno una volta a settimana, considerati alla stregua di un pasto vegetariano, spiega il Cantone. Su 390mila pasti serviti nell’ultimo anno scolastico nelle scuole post-obbligatorie, quelli vegetariani sono stati attorno al 4.4%. Per le scuole medie viene promossa un’alimentazione diversificata, non ci sono pasti totalmente vegetariani.
Particolari richieste vengono comunque sempre prese in considerazione dalle mense scolastiche. Valutate dallo chef di cucina con il servizio di consulenza alimentare ed eventuamente con le singole direzioni. "Accontentare i vegetariani è più semplice, il formaggio sostituisce la carne - sottolinea Isabella Lischetti, consulente per la refezione nelle scuole dell’infanzia e elementari -. Per i vegani la faccenda si complica un po’. Sovente è l’allievo stesso che da casa si porta il cibo". Le richieste di "diete speciali"  sottostanno a ragioni etiche, religiose (si pensi ai musulmani che non mangiano carne di maiale), ecologiche e di salute. E ricadono sui figli. "Non sono per nulla contrario - osserva il pediatra Paolo Peduzzi -. Le famiglie che fanno questa scelta sono spesso molto più attente di altre nei confronti dell’alimentazione, non lasciano che il bambino mangi di tutto e di più e gli insegnano a distinguere tra cibi sani e cibi spazzatura".
Garantire una dieta equilibrata a un bimbo, anche molto piccolo, si può, pur tagliando fuori latte, carne, uova e pesce. Purché bilanciata e ben integrata è un’alimentazione adatta anche all’infanzia. Basta sapere, ad esempio, che gli Omega3 del pesce vanno sostituiti con quelli vegetali. "E che c’è il rischio di carenza di vitamina B12, che si trova nella carne, nei latticini e nelle uova - riprende il pediatra -. Ma alle mamme consiglio come integrarla. E così anche per il ferro. Ma molto dipende da bambino a bambino, non tutti reagiscono allo stesso modo. Sono comunque famiglie che ascoltano il medico e fanno visite regolari". Mamme e papà attenti alla salute, consapevoli che il benessere passa, anche, dal piatto.
Ne è convinto un esperto, Leonardo Pinelli, vicepresidente della Società scientifica di nutrizione vegetariana e autore del libro "VegPyramid Junior - La dieta vegetariana per i bambini e gli adolescenti" (Sonda). Durante le sue conferenze ricorda sempre l’insegnamento di Socrate ai propri allievi: "Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo". Nel suo libro fornisce utili informazioni nutrizionali sugli alimenti, compresi i fabbisogni energetici delle diverse fasce d’età, e spiega le principali patologie causate da un’alimentazione squilibrata. "Ci si preoccupa degli eventuali errori nutrizionali dei vegani e si parla invece molto meno degli sbagli degli onnivori, di chi mangia troppa carne", commenta Peduzzi.
Chissà, forse il prossimo 1 novembre sarà l’occasione per ripensarci. È la Giornata mondiale Vegan. Anche in Ticino, si potranno gustare piatti vegani, con banchetti informativi che spiegano il perché di questa scelta. Una scelta fatta e condivisa da sempre più persone. E che s’è trasformata in un interessante business. Nei grandi magazzini si trovano interi scaffali dedicati ai prodotti indirizzati a chi non assume proteine di origine animale. Dopo Londra, che nel 2016 ha inaugurato un supermercato veggie, mille e passa prodotti, anche in Svizzera, dallo scorso anno alla stazione di Zugo c’è "Karma", oltre 140 metri quadri in cui perdersi tra frutta, verdura e prodotti freschi.

p.g.
28.10.2018


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