Divoziati, alcolizzati e drogati sono la nuova emergenza
Immagini articolo
Crescono i senza tetto
e tanti sono svizzeri
FRANCO ZANTONELLI


Il tepore che ha contraddistinto quasi tutto l’autunno ha improvvisamente lasciato spazio alle temperature invernali e come avviene di solito con l’arrivo del freddo pungente la società si trova confrontata con l’emergenza dei senzatetto. Il cui numero tende ad aumentare, anche in Svizzera. Lo ha confermato il servizio di Coesione sociale della città di Losanna: nel 2012 ne erano stati recensiti 170, quest’anno sono saliti a 250. Non solo! Come ha dichiarato il municipale Oscar Tosato al quotidiano Le Temps, a questa cifra vanno aggiunti tutti coloro che dormono in appartamenti occupati abusivamente e in altre condizioni precarie. Ad esempio, le persone costrette ad accontentarsi dei sedili della propria auto. Sin quando ce l’hanno ancora. Quanto ai centri di accoglienza della capitale vodese, lo scorso anno hanno ospitato 36mila 500 persone, 3800 in più del 2013. E anche in Ticino (vedi articolo a lato) le persone in difficoltà aumentano.
La situazione di Losanna, dove tanti cittadini sono costretti a dormire all’adiaccio, non è un fenomeno "isolato". "La povertà in Svizzera è in crescita e non è un segreto. Lo testimonia la Caritas ed è quello che osserviamo nelle strutture di accoglienza notturna o di aiuto alimentare", spiega al Caffè Ada Marra, consigliere nazionale socialista vodese, presidente della fondazione Mère Sofia, nata per aiutare le persone più sfavorite, senza alcun tipo di discriminazione. Fondazione che lo scorso gennaio ha lanciato, proprio a Losanna, un progetto pilota d’aiuto ai senzatetto. "Le mense popolari - spiega la deputata - devono rispondere alle richieste di un numero crescente di persone. E questo non è un problema solo del canton Vaud. È solo che per chi è a carico del sociale, sia il canton Vaud che l’esecutivo di Losanna, mettono tante strutture a disposizione, se facciamo un confronto con altri cantoni. Quindi la nostra realtà è particolarmente visibile".
Nella fascia di chi chiede aiuto, che si allarga sempre di più, anche molti cittadini svizzeri o residenti. Sarebbero quasi la metà di chi fa capo ai servizi di accoglienza, quindi alle mense per poveri e ai rifugi notturni. "A dipendenza del tipo di struttura, la proporzione può cambiare. Nelle strutture di più difficile accesso, quelle cioè con dei criteri precisi di ammissione, tipo il permesso di soggiorno, ci sono più svizzeri. Mentre in quelle in cui l’ammissione è meno, diciamo così, severa, si ritrovano di più gli stranieri che, evidentemente non avranno avuto accesso a delle strutture più comode".
Stando ai dati forniti da Caritas Vaud e dall’associazione Lucarne di Yverdon, le persone residenti, ovvero i cittadini svizzeri e i domiciliati, rappresentano circa il 30-40% degli ospiti delle strutture di accoglienza. Ad esempio la legge che proibisce la mendicità ha fatto calare, in modo drastico, la presenza di rom.
Ci si può chiedere, a questo punto, se non ci sia un modo per attenuare le difficoltà di chi è costretto a rivolgersi all’assistenza. "Cominciamo a ricordare - fa presente Ada Marra - che le polidipendenze e i divorzi figurano tra le principali cause della precarietà. Detto questo, o si combatte la povertà alla base, oppure si migliorano gli spazi di accoglienza".
25.11.2018


Articoli Correlati
LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

La privacy è morta
evviva la privacy
L'INCHIESTA

Gli affiti il business
delle Ferrovie federali
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

E il dentista incassa
i soldi dei contribuenti
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il gioco a scacchi
tra Trump e Kim
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Dalla Russia a Roma
le avventure degli 007
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il dopo Chavez
che avvelena Caracas
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
06.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 18 febbraio prossimo
01.02.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da venerdì 1° febbraio 2019 alle ore 9:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
30.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre e anno 2018
29.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole medie superiori per il periodo 2019-2023
28.01.2019
I giovani e le aziende interessate a partecipare al programma di scambio Swiss Mobility sono invitati a porre candidatura entro il 15.3.2019
18.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, dicembre 2018
15.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole professionali secondarie e superiori per il periodo 2019-2023
09.01.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 21 gennaio prossimo
31.12.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 31 dicembre 2018 alle ore 09.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
21.12.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, dicembre 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Ultimo
assalto
all'Isis
in Siria

Francia:
gilet gialli,
atto
numero 14