La scena hip hop nell'ex Urss dove nasce la contestazione
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Putin divide i rapper
che cantano la Russia
MARIA MICHELA D'ALESSANDRO DA MOSCA


Il mio rap è come una preghiera, ma con un rasoio in bocca", canta Dmitry Kuznetsov, meglio conosciuto come Husky, uno tra i più famosi rapper russi. La definisce una musica onesta la sua, il venticinquenne nato in Siberia e conosciuto per le rime astratte, spesso volgari e di strada. Una lingua diversa da quella usata dal presidente russo Vladimir Putin e costatagli 12 giorni di carcere con l’accusa di teppismo.
Lo scorso 22 novembre la motivazione che ha spinto la polizia di Krasnodar al fermo del rapper Husky è stata infatti proprio la sua musica: dopo l’annullamento dell’ennesimo concerto per una presunta mancanza di corrente elettrica nel locale dove si sarebbe dovuto esibire, il rapper originario di Ulan-Ude ha iniziato ad eseguire una canzone sul tetto di un’auto circondato dai suoi fan ma subito prelevato dagli agenti.
Un caso? Non se i versi parlano di droga, sesso e proteste, pilastri su cui si fonda il genere musicale secondo il leader del Cremlino. In un Paese taboo che vuole difendere i valori tradizionali, la risposta di Putin alle decine di concerti cancellati tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 2018 è arrivata puntuale: "Bisogna controllare il rap, non soffocarlo", ha commentato.
Lo sa bene il rapper e produttore discografico russo Timati, pseudonimo di Timur Il’darovič Junusov, ospite fisso dei concerti della macchina statale di Putin.
A conquistare la simpatia del presidente anche la dedica della canzone "migliore amico" lanciata nel 2015 in occasione del sessantatreesimo compleanno del leader russo. Insieme all’artista Sasha Chest, tra i versi del testo di Timati si legge, "il mio migliore amico è il presidente Putin", e ancora "l’intero Paese è sulle sue spalle, è un supereroe fantastico!" Oltre al rapper che sfreccia a bordo di una moto d’acqua sulla Moscova, nel video musicale giovani skater e ciclisti indossano maschere con la faccia del presidente, diventata poi icona dei capi di abbigliamento della linea di vestiti ideata proprio da Timati, la Black Star Wear.
Destino e rime diverse quelli di Techno Poetry, Techno Poezia in russo, un collettivo musicale composto da Anton Komandirov, Roman Osminkin, Marina Shamova e Anastasia Vepreva, da un paio di anni fuori dalle righe di un rap conformista.
Grazie al passa parola e ad Internet, la musica dei Techno Poetry si è fatta strada tra concerti nelle metrpolitane russe, nei club nascosti nei cortili dei palazzoni sovietici, durante le manifestazioni non autorizzate, e persino nelle stazioni di polizia.
Più difficile ascoltare in televisione le canzoni dei Techno Poetry, nei loro testi si leggono denunce sociali, dalla comunicazione di stato ai diritti omosessuali, alla lotta di classe e di genere. "Il rap è uno strumento ed il ritmo è il mezzo più comune ed arcaico per coinvolgere qualcuno", spiega Roman Osminkin, uno degli ideatori del progetto musicale insieme a Komandirov nel 2010. Se per Osminkin il rap è il seguito della poesia oltre il libro, definendosi un poeta di lingua russa, per Komandirov è invece l’opportunità di esprimersi in ogni occasione e in qualsiasi modo: "La musica hip-hop è molto semplice sia da imparare che da cantare ed il suo stile è molto democratico".
Storia differente ma destino comune per la cantante Marina Shamova: risale all’età di 13 anni il suo primo testo hip-hop, riflesso della complessità dei sentimenti di una adolescente cresciuta nella periferia di una grande città russa. A 20 anni è stato il coming out a coincidere con il punto di rottura dell’identità sessuale di Marina ma anche il punto di inizio della sua carriera musicale. Dopo la parentesi con l’artista Yougaslava e le esibizioni nella discoteca omosessuale Infinity di San Pietroburgo, è arrivato Techno Party e i testi di Marina sono diventati a sfondo politico e in difesa dei diritti Lgbt.
Alla domanda cos’è il rap per lei, la giovane artista risponde che "per anni i messaggi femministi e omosessuali sono stati inesistenti nei testi hip-hop ma oggi dovrebbe diffondere un pensiero politico".
03.02.2019


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