Volano le accuse tra deputati sull'inquinamento dei voli
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"Incorente l'ecologista
che prende un aereo"
FRANCO ZANTONELLI


In un mondo che è sempre più vittima dell’inquinamento provocato dai gas serra suscita un crescente dibattito il contributo alla produzione di CO2 da parte del trasporto aereo. Eppure in Svizzera, contrariamente ad altri Paesi europei, non viene ancora prelevata alcuna tassa sui biglietti aerei. Ciò che potrebbe responsabilizzare i cittadini ad usufruire di mezzi alternativi, quali il treno. Fatto sta che nel dicembre scorso il Consiglio nazionale ha detto no a quella tassa, nell’ambito di un più vasto dibattito sulle emissioni inquinanti prodotte da CO2. "Prendere l’aereo è diventato estremamente a buon mercato, il che sfida il buon senso", commentò durante il dibattito Lisa Mazzone, deputata verde di Ginevra.
Proprio a Ginevra una sua collega in Gran Consiglio, Delphine Klopfenstein Broggini, ha proposto di recente di limitare i voli dei funzionari pubblici, quattromila dei quali ogni anno prendono l’aereo anche per brevi destinazioni come Zurigo. "I Verdi svizzeri - spiega al Caffè Lisa Mazzone - ritengono che l’aviazione sia un nodo centrale dell’emergenza ambientale. Per rimanere in Svizzera, il trasporto aereo contribuisce nella misura del 18% al riscaldamento climatico. Questo perché noi voliamo due volte di più degli altri Paesi vicini". Per Mazzone, inoltre, "l’80% dei voli in partenza dalla Svizzera sono verso destinazioni europee. Tutte raggiungibili comodamente anche in treno". e i Verdi hanno un piano. "Se le Camere nell’ambito della revisione della legge sul CO2 non introdurranno una tassa sui biglietti aerei siamo pronti a lanciare un’iniziativa popolare".
Intanto, a conferma che si sta facendo strada una certa demonizzazione del trasporto aereo, c’è una querelle scoppiata a Bienne. Reto Gugger, consigliere comunale del Partito borghese democratico, ha preso di mira l’ex-collega socialista di tendenza ecologista Roland Gurtner, reo di aver pubblicato sul suo profilo Facebook immagini di una vacanza in Cile e nell’Isola di Pasqua. Destinazioni che, evidentemente, ha raggiunto in aereo, contribuendo alla produzione di CO2. "Ma che credibilità ha uno che si batte contro l’inquinamento atmosferico e che, contemporaneamente, posta foto di una vacanza in posti così lontani?", ironizza Gugger. Preso in castagna Gurtner si difende affermando di aver rinunciato all’auto da ormai 35 anni e di condurre, praticamente, una vita ascetica. "In Europa - ha spiegato - viaggio esclusivamente in treno ma quando vado lontano per conoscere nuove culture, allora è vero prendo l’aereo". Poi, visto che la vicenda ha scatenato una raffica di reazioni, in un’intervista al Bieler Tagblatt ha dichiarato "cerco di vivere delle mie convinzioni, pur con qualche eccezione".
Resta il fatto che l’interrogativo se un ambientalista possa prendere l’aereo rimane. Piuttosto tranchant, al riguardo, l’opinione ancora di Lisa Mazzone. La quale si distanzia da Roland Gurtner dicendo che "non ha nulla a che fare con i Verdi, non avendo mai fatto parte del nostro partito. Bisogna inoltre tenere presente che non è neanche più socialista e oltretutto si è schierato a favore di un collegamento autostradale contro cui noi ci battiamo".
Insomma, Roland Gurtner vada pure dove gli pare in aereo in quanto rappresenta solo sè stesso. Comunque sia l’interrogativo se un verde possa o meno prendere l’aereo rimane. "Nessuno - relativizza il politologo Georg Lutz - vive in modo sempre coerente la propria ideologia. Neppure i socialisti pagano volentieri più tasse perché credono in una maggiore giustizia fiscale".
03.03.2019


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