Pessimi risultati di una ricerca sul seme degli svizzeri
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Miseri spermatozoi!
Sterilità in aumento
PATRIZIA GUENZI


La popolazione svizzera continuerà ad esistere ma è indubbiamente una situazione preoccupante". Il dottor Serge Nef, ricercatore del Dipartimento di medicina genetica e sviluppo e professore alla facoltà di medicina dell’Università di Ginevra, da un lato tranquillizza chi ha letto i risultati del primo studio nazionale sulla qualità (pessima) dello sperma dei giovani elvetici, e lo fa spiegando che anche una debole concentrazione di spermatozoi non significa per forza non potere avere figli. Dall’altra, non nasconde però che "la fertilità futura dei giovani rossocrociati sarà inevitabilmente influenzata da questi risultati". Sarà dunque sempre più difficile procreare in Svizzera, visto che solo il 38% dei maschi hanno dei parametri spermatici superiori alle norme stabilite dall’Oms, Organizzazione mondiale della sanità (vedi articolo sotto). Non solo. La debole qualità del seme sembrerebbe pure correlata con un aumento del cancro ai testicoli. Il che spiega il fatto che tra il 2002 e il 2010 il numero delle coppie svizzere sterili che hanno fatto ricorso alla procreazione medicalmente assistita sia raddoppiato, da 3mila a oltre 6mila l’anno.
Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Ginevra, ha coinvolto 2.523 ragazzi dai 18 ai 22 anni durante la scuola reclute, provenienti da tutti i cantoni, concepiti e nati in Svizzera. Hanno risposto ad una serie di domande sul loro stato di salute, stile di vita, alimentazione e educazione. Lo stesso hanno fatto i loro genitori, oltre a spiegare come si è svolta la gravidanza così da valutarne l’eventuale impatto sulla salute riproduttiva del figlio. "Infine - spiega il dottor Nef - abbiamo realizzato uno spermiogramma per misurare il volume, la quantità, la mobilità e la morfologia degli spermatozoi di ciascun partecipante". E l’inquietante verdetto è stato che in un confronto internazionale, i giovani svizzeri, con 47 milioni di spermatozoi per millilitro, si trovano in coda al plotone, con la Danimarca, la Norvegia e la Germania.
"Detto ciò non dobbiamo comunque farci prendere dal panico - avverte il dottor Nef -. Ripeto, gli svizzeri continueranno ad esistere. Tuttavia, va detto che è alta la proporzione di giovani con uno sperma di qualità insufficiente. Per cui è giusto porsi delle domande sulla loro capacità di procreazione futura". E trovare delle soluzioni. "Non è così facile - riprende il medico -. Innanzitutto dobbiamo capire le cause, dovute a fattori ambientali, allo stile di vita, al fumo femminile, all’alcol, all’obesità". Un insieme di concause che andranno valutate attentamente. Vero è che lo stile di vita conta. "Il nostro consiglio è quello di evitare gli eccessi perché inevitabilmente coinvolgono la salute dell’embrione".
Lo studio non finisce qui. È solo l’inizio. I dati raccolti serviranno da trampolino per ulteriori approfondimenti. Per capire le dinamiche che hanno portato ad una situazione di questo tipo. Una situazione che in tutta la Svizzera è simile, dalle città alle campagne, laureati e non. La qualità dello sperma dei giovani elvetici è ovunque piuttosto compromessa. "Dovremo concentrarci sul perché, rivedendo tutti i questionari, scandagliando le risposte - spiega il ricercatore -. E poi faremo delle proposte, daremo dei suggerimenti". Nella speranza, prima o poi, di invertire la rotta. Altrimenti, di questo passo, si farà la fortuna delle cliniche di procreazione assistita.

pguenzi@caffe.ch
26.05.2019


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