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E le multe a chi segnala i radar creano malumore
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Provochi l'incidente?
Paghi tu i danni
MAURO SPIGNESI


Chi beve paga, e i danni sono suoi. Perché dal nuovo anno se un automobilista provoca un incidente per “colpa grave” - se ad esempio è ubriaco - rischia di pagare di tasca sua una buona parte dei danni causati. In pratica scatta obbligatoriamente il cosiddetto regresso delle assicurazioni di responsabilità civile, cioè il concorso nelle spese. La misura, insieme ad altre, è prevista nel terzo “pacchetto” di norme per “Via sicura”, scattato in Svizzera due anni fa. Quello, cioè, che ha “parificato” l’automobilista che viaggia troppo veloce a un pirata della strada. E che, ancora oggi, suscita forti perplessità. “Non tanto perché punta su un insieme di sanzioni molto dure, ma perché la normativa ha un impianto troppo rigido, corre sul filo della tolleranza zero”, spiega Renato Gazzola portavoce del Touring Club Svizzero. “Già oggi - aggiunge - un giudice non ha totalmente la possibilità di decidere in base alla gravità del reato stradale, perché la pena è calcolata in partenza”.
E anche le nuove norme non piacciono. “Tutti gli automobilisti vengono messi sullo stesso piano”, ha rilevato su Le Matin Christoph Muller, professore di diritto della responsabilità civile alla facoltà di legge dell’Università di Neuchâtel. “C’è - ha precisato- una tendenza generale di “Via sicura” ad autorizzare tutto”. L’Ustra, l’Ufficio federale delle strade, invece, difende il progetto: “L’obiettivo - ha spiegato il portavoce Guido Bielmann - è quello che ci siano meno morti e feriti sulle strade svizzere. In 20 anni il volume del traffico è raddoppiato e oggi un automobilista mette dunque in pericolo la vita di molte più persone”.
Il nuovo pacchetto che scatta a gennaio, oltre al regresso delle assicurazioni, prevede anche l’utilizzo, in particolari condizioni, del test dell’etilometro in sede giudiziale. E in più introduce l’uso di una scatola nera sull’auto di chi è stato sanzionato con la sospensione della patente per almeno 12 mesi. È previsto, infine, un etilometro “blocca motore” per le persone alle quali è stata revocata la licenza per guida in stato di ebbrezza. Ma è sul concetto di “colpa grave” che non tutti sono d’accordo. “Per la verità - spiega Osvaldo Aiello, presidente dell’Associazione ticinese ispettori e agenti d’assicurazione -  questa misura non ha nulla di nuovo in termini assicurativi. Perché il regresso esisteva già nelle polizze delle maggiori compagnie d’assicurazione, bastava leggere attentamente le condizioni generali dei contratti”. E questo anche quando l’assicurato pagava 50 franchi per la copertura specifica. “Copertura però - spiega ancora Aiello  - che non garantiva automaticamente alcun effetto nel caso, ad esempio, di guida in stato ebbrezza o recidiva. Qui il regresso veniva applicato, proporzionalmente, dal 10 al 50 per cento. La differenza adesso è che la compagnia deve applicare la partecipazione alle spese obbligatoriamente: prima poteva valutare, in funzione del caso, ora è obbligata a farlo”.
Aiello, tuttavia, considera le norme di “Via sicura” piuttosto rigide.  “Personalmente mi pare che a livello generale ci sia uno squilibrio tra infrazioni e sanzioni. Non è giusto, ad esempio, che chi supera i limiti di velocità sia trattato come un criminale”. La tolleranza zero, vera anima del pacchetto voluto da Berna, riemerge. “Noi del Tcs siamo sempre stati piuttosto critici - aggiunge Gazzola -, perché in alcuni casi si è scelta una politica repressiva senza calcolare le conseguenze. Penso, ad esempio, all’operaio ticinese che abita in valle e che per distrazione si vede portare via la patente per uno, due anni. Deve fare i conti con contraccolpi finanziari e personali. Se si vogliono ridurre gli incidenti si deve ripartire dall’educazione stradale”.

mspignesi@caffe.ch
@maurospignesi
30.11.2014


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