Juan Caido, 36 anni,  ha riaperto il monte di pietà a Losanna
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"Offro una chance
a chi è in difficoltà"
FRANCO ZANTONELLI


"L'uomo del banco dei pegni" è un film di Sidney Lumet, protagonista Rod Steiger, che racconta le vicissitudini di un sopravvissuto allo sterminio nazista, che ha aperto un negozietto, a New York, dove la gente bisognosa di contanti lascia in deposito i propri preziosi, in cambio di denaro. Una pellicola del '65, che ricevette l'Orso d'Argento al Festival di Berlino, e di cui una copia è conservata alla biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. "L'uomo del banco dei pegni" narra una vicenda tragica, anche perché chi è costretto a dare in pegno oggetti magari legati a ricordi affettuosi, ha alle spalle, molto spesso, una storia di sofferenza. Fatto sta che, dopo 40 anni, sicuramente  complice la crisi economica, ha riaperto il Monte di pietà di Losanna. Titolare Juan Caido, 36 anni, "nato in Francia da genitori spagnoli", come tiene a precisare. Questo giovane sorridente, dai capelli scuri, si considera un "depanneur", ovvero qualcuno che, come gli operatori del soccorso stradale, "risolve i problemi della gente temporaneamente in difficoltà". "Niente a che vedere con lo strozzino, in fondo offro una chance a chi è in difficoltà", dice.
"Vede - spiega - finora coloro che erano a corto di quattrini erano costretti a vendere i loro gioielli ai molti negozi che acquistano oro, sorti in po' dappertutto". Ottenevano i soldi che gli servivano ma dovevano dire addio ai loro anelli, orologi, braccialetti, catenine, lingottini e quant'altro. Personalmente lo ritengo inaccettabile, quindi chi si rivolge a me può decidere se vendermi i suoi monili, metterli all'asta oppure lasciarli in pegno, fino a che non ha a disposizione il denaro occorrente per riscattarli". E puntualizza: "Le dirò che siamo gli unici, in Svizzera, ad offrire un servizio del genere".
Insomma, l'immagine dello strozzino, storicamente legata a chi presta soldi, approfittando della debolezza di chi si trova nei guai, è ben lontana da Caido. Loschi figuri che nei secoli passati si facevano accompagnare da cani feroci, come i doberman, per incutere timore ai loro debitori. E la cui figura è ben descritta, da Rod Steiger, nel film di Sidney Lumet anche se, alla fine, il protagonista, si ravvede, dimostrando un'inaspettata umanità. Juan Caido, in realtà, è convinto di contribuire, allo sviluppo di un'economia solidale, finanziando dei piccoli crediti a corto termine, a un tasso moderato. Oscilla tra il 5 e il 9 per cento mentre capita, in Svizzera, che per il piccolo credito arrivi a toccare il 15 per cento. "Io - afferma Caido - mi limito a guadagnare delle commissioni sulla vendita dei lingotti e delle pietre preziose. Inoltre, nel caso in cui un cliente non ce la fa a riscattare l'oggetto lasciato in pegno, il Monte di pietà di Losanna, dovesse riuscire a venderlo a un prezzo migliore del previsto, gli versa la sopravvenienza". Resta il fatto che, raramente, le persone super indebitate si rivolgono a un Monte di pietà. "Quelli con cui abbiamo a che fare noi - spiega alla Tribune de Genéve Sébastien Mercier, di Caritas - hanno mediamente debiti che oscillano intorno ai 65mila franchi e, quasi mai, gli è rimasto qualcosa da impegnare". Come dire gente in preda, davvero, alla disperazione. "Piuttosto sarebbero parecchi piccoli investitori in borsa a impegnare oggetti preziosi quando i loro titoli perdono di valore", annota Stefano Moioli, amministratore delegato di uno dei quattro Monti di pietà svizzeri, quello di Ginevra. Gli altri tre, oltre a quello di Losanna, li troviamo a Zurigo e a Lugano.
Quanto a Juan Caido, il quale si rivolge a una clientela che appartiene al ceto medio, è convinto di "costituire un'alternativa al sistema bancario", che accusa di avidità. "Le banche pensano solo a guadagnare, mica ad aiutare chi è in difficoltà", sottolinea. Tornando al suo concetto di economia solidale lo spiega in questi termini, tenendoci oltretutto a smentire quegli economisti pronti ad affermare che l'oro, come investimento, è improduttivo: "Se avete dell'oro e venite da me io vi presto dei soldi, con i quali, eventualmente, potete acquistare uno scooter, magari per consegnare le pizze, oppure fare dei corsi di disegno o di altro tipo. Vedete, dunque, che l'oro non è inutile?".
Ma c'è una clientela tipo di Juan Caido? "Nel 60 per cento circa dei casi sono donne, per il restante 40 per cento ho, invece, a che fare con uomini. In prevalenza cittadini svizzeri".
E, tra questi clienti, c'è evidentemente di tutto, anche coloro che lasciano un ricordo indelebile, al Monte di pietà. "Ne ho due di ricordi, ben stampati in mente - dice Juan Caido -. Bè, ad esempio, sono stato molto colpito da un signore che mi confidò che, finalmente, con i soldi che aveva preso in prestito, sarebbe potuto tornare a fare regali alla sua famiglia. Anche il secondo ricordo è commovente perché riguarda una signora di 83 anni che dovette impegnare tutti i suoi gioielli e, di ognuno, volle raccontarmi la storia". Ci sono, inoltre, altri episodi, magari meno commoventi ma, comunque, significativi del pubblico che fa capolino in quel seminterrato de la rue du Bourg dove, con discrezione, Juan Caido riceve i propri clienti.
Una sessantina, finora, le persone che, da novembre, da quando Losanna ha di nuovo il suo Monte di pietà, si sono presentate cercando di monetizzare alcune delle loro cose più care. E c'è stato anche chi, come una giovane studentessa, ha ricevuto, da Caido, 20 franchi in prestito, per poter fotocopiare la propria tesi di laurea.

fzantonelli@caffe.ch
25.01.2015


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