In Svizzera si recupera il 99,8% della plastica
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Campioni di riciclaggio
ma si brucia troppo
OMAR RAVANI


In Svizzera non si getta via niente. Tanto meno la poco ecologica plastica. Infatti, con una quota di raccolta del 99,8% degli imballaggi sintetici, gli svizzeri primeggiano in Europa. Solamente di una quantità irrisoria di plastica si perdono le tracce. Un risultato più che lusinghiero, tenuto conto del fatto che nella Confederazione le discariche destinate a questo materiale sono proibite.
"Siamo orgogliosi di avere una così grande percentuale di raccolta - osserva Anastazjia De Carlo della Pet Recycling Swiss -. Quanto non ritorna nel circuito è da considerarsi fisiologico, quindi praticamente impossibile da recuperare". I margini di miglioramento sono, dunque, molto esigui, ma ciò non significa che ci si debba accontentare. Spesso è la pigrizia la peggior nemica nella raccolta differenziata dei rifiuti. Anche nel caso delle plastiche, spesso, lo colpa è della fretta e delle abitudini. "Sono soprattutto i contenitori più piccoli ad ingrossare la quota del materiale disperso  - precisa De Carlo -. Non tutti hanno la costanza di cercare un cestino dei rifiuti, quindi abbandonano i resti dove capita". Come  succede, ad esempio, con le tante bottigliette che si vedono in giro. E di questi scarti si rischia, molto sovente, di perdere definitivamente le tracce. Un problema anche in Ticino, dove la gestione dei rifiuti plastici spetta ai Comuni. E dove i prezzi di trasporto, smaltimento e la penuria di ditte specializzate scoraggiano il trattamento differenziato. A Sud delle Alpi infatti, è operativa una sola azienda nel Mendrisiotto, mentre i Comuni preferiscono affidarsi alla popolazione, e si confida sulla tassa sul sacco della spazzatura quale incentivo per la separazione di ciò che si butta via. All'inceneritore di Giubiasco, ad esempio, la maggior parte delle plastiche vengono smaltite assieme ai rifiuti comuni. Perciò è praticamente impossibile avere dei dati precisi sullo smaltimento e sul riciclaggio di questo materiale.
A livello nazionale invece  l'obiettivo, molto ambizioso, è di una raccolta al 100%, sotto il patrocinio della Swiss Recycling e della Pet Recycling svizzera. Con esse si stanno dando da fare anche altri attori, come la Migros, che dall'inizio del 2014 raccoglie le bottiglie di plastica in tutte le sue filiali. Iniziative di recupero vengono, inoltre, organizzate in molte regioni. Ma ciò ancora non basta. "Promuoviamo periodicamente delle campagne - continua De Carlo -, che portano dei risultati in particolare sul corto termine. Per questo cerchiamo di essere presenti il più possibile, soprattutto quando con i nostri rilevamenti ci accorgiamo che si sta abbassando un po' troppo la guardia". Sono i numeri stessi a ricordare l' importanza della sensibilizzazione. In Svizzera ogni cittadino "consuma" circa 125 chili di materie sintetiche all'anno. Di questi 45 kg sono costituiti da imballaggi, 28 provengono invece dall'uso domestico, altri 17 kg dall'industria e dall'artigianato. Non tutto questo materiale è riutilizzato, anzi. Buona parte, circa il 75%, finisce bruciato nei centri di raccolta dei rifiuti. Determinante è il fatto che riciclare plastica è molto costoso, perché è assai complesso. Inoltre, alla base di una raccolta differenziata ci devono essere i presupposti giusti: un vantaggio per l'ambiente, che sia tecnicamente fattibile e allo stesso tempo economicamente sostenibile. Ed è pure necessario che la popolazione sia informata nel modo giusto. per ridurre al minimo il rischio di... non spingersi fino al prossimo cestino.

oravani@caffe.ch
@OmarRavani
12.04.2015


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