Salario minimo e precariato raccontati da un "vigilante"
"Io, guardia giurata
a 3mila franchi al mese*
MAURO SPIGNESI


In teoria dovrei essere fortunato, perché il mio salario, se posso chiamarlo così, è di 22,60 franchi all’ora. Dunque lievemente sopra il minimo. Il problema è che lavoro in pratica a chiamata e dunque quando mi va di lusso prendo tremila franchi al mese". Marco Palmello, 60 anni, una vita nelle agenzie private di sicurezza. Ha fatto tutti i corsi necessari, ha ottenuto i diplomi richiesti e non ha mai rifiutato una chiamata. "Il problema - racconta - è che anche la tua disponibilità dovrebbe essere pagata, invece non è così. Vieni chiamato mattino, sera e notte, e devi essere pronto a scattare".
Nella vigilanza privata esiste un contratto. Ma secondo Palmello lascia aperte le porte a troppa discrezionalità da parte delle aziende. "Ci sono ditte dove ho lavorato - racconta - che non rimborsano i chilometri percorsi con la propria auto se non si superano in media i 20 chilometri. Cosa succede? Succede che per risparmiare ti mandano da un posto all’altro".
Può capitare che la mattina l’agente di sicurezza privata resti una, due ore davanti a una scuola a far attraversare gli studenti. Poi vada a fare servizio davanti a un cantiere e nel pomeriggio magari capita di fare l’antitaccheggio in un negozio. Tutto in un raggio che non supera a 20 chilometri. "Ma magari - aggiunge Palmello - ne percorri 18 e non solo paghi la benzina, ma assicurazione, imposte e usura dell’auto. Ah, dimenticavo: se si superano i 20 chilometri bisogna andare in pattuglia, in tre, quattro. Se vai da solo hai problemi a farti rimborsare. Come si vede il contratto si può aggirare".

m.sp.
17.09.2017


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