I sindacati compatti per un salario minimo "sociale"
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"Se 20 franchi all'ora
posson bastare..."
CLEMENTE MAZZETTA


Salario minimo sopra i 20 franchi. "Anzi 20,34 come avevamo proposto al tavolo di lavoro con il Consiglio di Stato assieme agli altri sindacati e agli iniziativisti", ribadisce Renato Ricciardi, segretario cantonale dell’Ocst. Ossia un salario di circa 3’500 franchi al mese. Leggermente al di sotto rispetto a quanto sostenuto dai socialisti. Il presidente del governo Manuele Bertoli proprio sul Caffè del 20 agosto aveva ribadito la necessità di stabilire una "busta paga sociale minima" non inferiore ai 3’750 franchi, per evitare che industrie fuori mercato vengano indirettamente sussidiate dallo Stato.  
Le trattative al tavolo di lavoro s’erano arenate, lo scorso mese di giugno, sulla cifra di 17,30 franchi. Questo il massimo che le organizzazioni economiche erano disposte a concedere in caso di salario unico cantonale. L’Associazione delle industrie ticinesi (Aiti) e la Camera di commercio del canton Ticino sostenevano infatti un salario minimo differenziato, settore per settore. E avevano fatto presente che un minimo salariale sopra i 20 franchi sarebbe stato superiore alle retribuzioni stabilite nei contratti normali di lavoro (quelli decisi dal governo per evitare casi di dumping). Stipendi appunto che s’aggirano attorno ai 17,30 franchi all’ora. Indicativamente dai 3’000 ai 3’200 franchi al mese.
La  sentenza del Tribunale federale sull’iniziativa analoga del Canton Neuchâtel cambia però le carte in tavola. Lo sostiene Borelli, segretario del sindacato Unia: "A questo punto sotto i 21 franchi non si può scendere.  Lo dico partendo dalla sentenza del tribunale che stabilisce un  salario sociale parametrato sulle prestazioni complementari Avs/Ai è compatibile con la libertà economica. Ora, se è vero che questo salario sociale in Ticino è di 20,34 franchi, è altrettanto vero che chi lavora ha delle spese ulteriori, per spostarsi, per i pasti… Quindi  se il conseguimento di un reddito comporta dei costi supplementari bisogna arrotondare in eccesso. Come è stato fatto a Neuchâtel. Per questo in Ticino 21 franchi è la soglia minima".  Un salario che avrebbe un impatto economico notevole in Ticino dove circa 20mila lavoratori, fra cui migliaia di residenti, hanno paghe più basse.  E dove più di 14mila percepiscono ancora un salario inferiore ai 20 franchi orari.
"Però il  Tribunale facendo riferimento ad uno studio del Seco del 2010, secondo cui la soglia di povertà si situa fra i 22 e i 23,90, parrebbe indicare un livello superiore", aggiunge Borrelli. "Di sicuro, sotto i 21 non si può andare, ma forse l’asticella può essere superiore. Stiamo studiando il da farsi.  Di sicuro la situazione salariale in Ticino è una vera emergenza". Un’emergenza sociale che potrebbe essere sanata con l’estensione generalizzata dei contratti collettivi di lavoro. "Il salario minimo sociale è solo un piccolo passo - osserva infatti Graziano Pestoni, presidente dell’Unione sindacale svizzera, Moesa e Ticino -  Quello che manca sono i contratti collettivi che meglio tutelano i lavoratori. Basti pensare che Svizzera il 55 per cento dei lavoratori non è coperto da un contratto collettivo".

cmazzetta@caffe.ch
17.09.2017


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