I 150 euro pagati a Dadò e compagna dal patron di Argo
Il regalo per la vacanza
nel periodo di prova
R.C.


Grand Hotel Bagni Vecchi. Sì, un bell’hotel disse Marco Sansonetti a C.F.. Un bell’hotel a Bormio. Lo conosco. Potrei prenotare io. Detto fatto. Fu così che Sansonetti nell’ottobre 2014 chiamò l’hotel, e prenotò un weekend per C.F., responsabile del Servizio richiedenti l’asilo e il suo compagno, Fiorenzo Dadò.  Sansonetti pagò una sorta di caparra, 150 euro, e lo fece con la carta di credito della ditta di cui era titolare, Argo1. Partì quel giorno, proprio quel giorno la valanga che questa settimana ha travolto C.F., interrogata dalla magistratura ("accettazione di doni") per cui è stato emesso un decreto d’abbandono, ma resta sotto inchiesta amministrativa per decisione del governo. E non di meno ha messo in seria difficoltà il suo compagno Dadò. Ho peccato di ingenuità, ora dice il deputato, ripensando a quei 150 euro che gli furono scontati dalla fattura dell’hotel.
Argo1 è la società che proprio in quel periodo,  l’ottobre di tre anni fa, aspettava di vedersi confermato definitivamente un contratto milionario per la gestione della sicurezza nei centri profughi nel cantone. Un contratto firmato nemmeno un mese prima, in settembre. Aveva effetto retroattivo, partiva infatti da luglio cioè da quando Bellinzona aveva deciso di cambiare la ditta fornitrice del servizio. Da Rainbow ad Argo1. Dava più affidabilità, hanno detto i vertici del Dipartimento della socialità interrogati questa primavera dalla Sottocomissione parlamentare di vigilanza. Si indaga per capire con quali criteri, perché detto altrimenti si scelse quella ditta e soprattutto la decisione non venne mai ufficilizzata. Mai passò al vaglio del governo. Per circa tre anni e per un importo pagato alla Argo1 di oltre 3 milioni di franchi.
Marco Sansonetti - che arrestato a febbraio è sotto inchiesta per i reati di usura, sequestro di persona e atti di violenza su un asilante, ma ora spuntano anche presunti pagamenti in nero ai dipendenti - consigliò a C.F. l’hotel di Bormio. Ma soprattutto si premurò di prenotare e versare in anticipo 150 euro. La magistratura, che dalla direzione dell’hotel nelle settimane scorse ha ricevuto la copia della fattura, ha accertato che quei 150 euro equivarrebbero più o meno al valore di due cene consumate dalla coppia in hotel.
Un gesto di cortesia quello di Sansonetti, certamente, avvenuto però in un periodo delicato nei rapporti fra l’amministrazione cantonale e Argo1. Le persone interrogate dalla Sottocommissione parlamentare, il capodivisione e il capoufficio responsabile di C.F., hanno spiegato a verbale che il contratto firmato in settembre con la società di Sansonetti non era per nulla definitivo. L’autunno fu infatti considerato un periodo di prova. Soprattutto perchè Argo1 in quel tempo stava nascendo e si stava ancora strutturando.
24.09.2017


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