Divieti aggirati e l'etilismo tra i ragazzi allarma le famiglie
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Su giovani e alcolici
i controlli fanno acqua
MAURO SPIGNESI


Una birra, una bottiglia di vino o di vodka. Una trasgressione da sabato sera per tanti ragazzi, che sfidano la legge o ricorrono a vari sotterfugi pur di procurarsi l’alcol. Anche se minorenni. E allora, se a livello nazionale l’anno scorso sono stati effettuati 8.500 test d’acquisto di alcol, una "trappola" per i gerenti disonesti, e il 32% ( 3% sul 2015) sono risultati illegali, perché gli acquirenti non avevano ancora 16 anni, in Ticino la Polcantonale ha affibbiato tre multe ai gestori di esercizi pubblici, negozianti e adulti. Motivo? Avevano fornito o venduto alcol a minorenni. E se i numeri sono certamente bassi, ciò che preoccupa gli esperti è un altro aspetto. E cioè la tendenza, il fatto che dal 2013 al 2015 le multe erano ferme a una all’anno. Quello che è cambiato, inoltre, ma un po’ tutti sapevano e temevano perché è una verità che spaventa, è che per i minorenni comprare alcol è facilissimo. Inoltre è caduto il tabù delle vendite vietate in autostrada e ora il governo dovrà elaborare uno specifica norma.
I test d’acquisto effettuati a livello nazionale, che mostrano una crescita del 3 per cento di vendite d’alcol a ragazzi che hanno raggiunto l’età legale (16 anni per birra e vino, 18 per i superalcolici), sono stati estesi. E dunque i controlli non sono stati effettuati soltanto nei chioschi delle stazioni di carburante, dove peraltro i gestori sono molto attenti, ma anche presso bar, eventi e feste. E proprio da questi luoghi erano arrivati i segnali più preoccupanti. Anche in Ticino. Basta ricordare le foto che erano girate sui social dopo un concerto alla piscina di Bissone, con centinaia di bottiglie e lattine di birra all’ingresso della struttura, poi portate via dagli operai dell’impresa di pulizia. O davanti alle feste sempre organizzate nelle piscine durante l’estate. "Il consumo eccessivo di alcol è spesso associato a comportamenti problematici - osserva Guido De Angeli, dell’associazione per la prevenzione delle dipendenze Radix -. Si va dalle violenze ai vandalismi, fino al littering. Malgrado le leggi, l’alcol resta di facile accesso. Una situazione che non ci soddisfa, perché il consumo tra i minorenni inflisce sullo sviluppo del cervello. E più bevi da giovane, più rischi di trascinarti problemi in età adulta. Come agire? Con prevenzione, certo, ma bisogna riflettere anche ad un corretto equlibrio con una certa repressione".
Oltre le multe, naturalmente, ci sono altri provvedimenti amministrativi che possono essere presi nei confronti di chi vende alcol ai minorenni. E va ricordato che i test d’acquisto, che vengono effettuati siatematicamente in tutti i cantoni attraverso le strutture di prevenzione, non sono ammessi come mezzi di prova in caso di procedura penale. Pertanto non comportano alcuna multa e non rientrano nelle statistiche delle sanzioni che in qualche modo restituiscono la dimensione del fenomeno. Sono tuttavia indicativi, perché vengono effettuati attraverso minorenni; nel caso riescano ad acquistare alcol devono consegnare le bottiglie agli adulti delle associazioni che li accompagnano, i quali a loro volta richiamano i gestori. "La strategia preventiva in atto a livello nazionale mette al centro la riduzione delle conseguenze negative derivate dal consumo di alcol tra i giovani - spiega Jann Schumacher, vice direttore di Ingrado Ticino, associazione al fronte nella prevenzione -. Si parte dal presupposto che l’esperienza dell’alcol verrà comunque fatta dalla grande maggioranza dei giovani. L’importante è fare in modo di ridurre i rischi attraverso una corretta informazione a proposito di cosa si va a ‘sperimentare’".
Ma dove si acquistano più facilmente birra, vino o alcolici? A livello nazionale al primo posto ci sono i take-away, al secondo i distributori all’ingrosso e al terzo i commercianti al dettaglio, solo al quarto (appena il 18 per cento) le stazioni di servizio. A livello cantonale, secondo uno studio del Dipartimento sanità in collaborazione con Radix, presentato a febbraio, ed effettuato in 205 punti vendita di tutta la regione, ristoranti e bar erano quelli (65 per cento) che vendevano più alcol ai minorenni. A seguire take away, chioschi, pub e negozi. Anche in questo rilevamento, così come a livello nazionale, le stazioni di servizio, aperte sino a tardi la sera e nei festivi, sono le più attente nell’evitare illegalità. Nel test, poi, è emerso che nel 76 per cento dei casi non era stato chiesto un documento. "Gli adulti devono assumere maggiormente le loro responsabilità - conclude De Angeli -. Perché anche chi acquista alcol per conto di un minorenne può essere perseguibile. Non sempre gli adulti in questo danno il buon esempio!"

m.sp.
24.09.2017


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