Le opinioni dei politici sui 3'500 franchi ai neo genitori
'l bonus bebè? Utile'
'No è uno specchietto'
STEFANO PIANCA


Tremilacinquecento franchi sono un aiuto iniziale, ma poi serve altro". La deputata plrt Maristella Polli sposta l’attenzione dal "bonus bebè" ai  nodi irrisolti della politica familiare. "L’assegno potrebbe rappresentare un incentivo per chi tentenna se fare un figlio, ma poi se mancano gli asili nido il problema resta - dice -. C’è uno squilibrio di concentrazione nei centri urbani e di carenza nelle zone periferiche. Altro problema i ‘buchi’ temporali, il fatto cioè che non tutte le scuole dell’infanzia accettano i bambini al compimento dei 3 anni".
Anche la granconsigliera Nadia Ghisolfi, ppd, si focalizza sugli asili nido: "Da anni aspetto risposta ad una mia mozione che chiede di istituire un fondo per sostenere adeguatamente i salari di chi lavora negli asili nidi o anche le mamme diurne. Tutte quelle figure che facilitano il rientro nel mondo del lavoro esaurito il congedo maternità. Il bonus bebè può aiutare le famiglie a pagarsi queste strutture, ma non migliora le condizioni dei dipendenti degli asili nido".
Quello della leghista Sabrina Aldi è invece un giudizio da deputata, ma soprattutto da neo-mamma: "L’arrivo di un figlio comporta spese, importanti, fatte in blocco. Sono favorevole a questo assegno che può dare una mano a chi non è in una situazione di indigenza (per queste persone ci sono altri strumenti), ma non naviga nell’oro".   
Decisamente altri gli aiuti che auspica la deputata ps Pelin Kandemir Bordoli: "Gli strumenti più adeguati per un sostegno mirato sono gli assegni familiari integrativi e gli assegni di prima infanzia. Preferirei che ci fossero degli interventi in quella direzione. Servirebbero  inoltre congedi maternità più lunghi e più flessibili".
Il parere de La Destra, avendo risposto picche Lara Filippini, arriva da Sergio Morisoli: "Qualcosa contro la denatalità va fatto. Ma regalare dei soldi se uno fa un figlio significa mercificare una nascita. Ed è una brutta cosa. Questi 3’500 rappresentano un sussidio a pioggia che risulterà inefficace. Uno spreco di soldi pubblici, insomma. Una misura populista". Bisognerebbe invece, "fare in modo che una famiglia abbia tutte le condizioni necessarie per decidere se fare dei figli".
Altrettanto duro il giudizio della verde Michela Delcò Petralli: "È uno specchietto per le allodole. La natalità diminuisce in situazioni di incertezza come quella attuale. Se i genitori non sanno se potranno mantenerli, la voglia di fare figli sparisce. Creiamo strutture di accoglienza, miglioriamo la qualità dell’ambiente e la natalità non avrà bisogno di incentivi. D’altra parte si sa che l’assegno è stato inventato per far digerire gli sgravi fiscali e per ostacolare un eventuale referendum. Ma il Ticino sta troppo male per accontentarsi di una caramella".

s.pi.
01.10.2017


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