I presidenti degli utenti dei trasporti pubblici e di RailValey
Il tram cambia le città
molto più delle bici
MAURO SPIGNESI


Erano stati progressivamente abbandonati, messi da parte a favore dei bus, più maneggevoli e capienti. Da anni, invece, i tram hanno ripreso il loro ruolo al centro delle città, da Londra sino a Zurigo e Milano. E al centro dei piani del traffico. "Non inquinano, seguono un percorso loro e dunque non intralciano la circolazione. Hanno anche un loro fascino e possono essere sfruttati in chiave turistica", racconta Fabio Canevascini, presidente dell’Associazione ticinese degli utenti dei trasporti pubblici (Astuti). Canevascini vede tutti i vantaggi del tram. "Un mezzo - avverte - che se sfruttato intelligentemente potrebbe cambiare la faccia delle nostre città e che ha un vantaggio rispetto ad altri mezzi come, ad esempio, le biciclette che vanno bene su tratti brevi ma non sempre (soprattutto per problemi di meteo) su quelli lunghi".
In Ticino di questo mezzo si è parlato pochi mesi fa quando la Confederazione ha annunciato il via libera al finanziamento della Rete tram-treno del Luganese per circa 240 milioni. Un progetto che si inserisce nel Piano dei Trasporti del Luganese, una fitta ragnatela che mette incollegamento il Malcantone, la città e i suoi maggiori quartieri e centri vicini. "Non so francamente quanto il tram qui da noi possa incidere, non ho una grande fiducia", avverte Stefan Krebser, esperto di politiche dei trasporti e presidente di RailValley, l’associazione che sostiene l’uso dei mezzi ferroviari e che in questi anni ha presentato diverse proproste e osservazioni al Cantone e alla Confederazione. "Anche il piano di agglomerato del Luganese - aggiunge Krebser - è molto slegato. Ma il problema vero, al di là di tutto, è che in Ticino siamo terribilmente in ritardo nella politica del trasporti pubblici. Nel nord del Paese c’è uno spirito diverso, lì acquistare una macchina non ha senso perché che tu salga sul tram, sul bus o sul treno, arrivi ovunque".
Negli ultimi anni nelle città è stato promosso l’uso delle biciclette. Comprese quelle elettriche che vengono messe a disposizione attraverso un abbonamento o pagando un biglietto giornaliero. E questo ha consentito di alleggerire notevolmente il traffico cittadino, in particolare negli anelli attorno ai centri storici e nelle zone dove l’ingresso è permesso solo agli autorizzati. "Promuovere il trasporto pubblico con una attenzione ai cittadini, agli utenti che ogni giorno usano i mezzi di trasporto non solo è necessario ma io - spiega Fabio Canevascini  - direi ormai doveroso, visto l’inquinamento e il carico di traffico che debbono sopportare le nostre città".
Stefan Krebser guarda ancora verso le grandi città. "Più che il tram - spiega - il futuro io lo vedo con i bus a basso consumo o elettrici e a guida autonoma. Sarà sempre più la tecnologia a dettare il nostro modo di vivere e di spostarci dentro e fuori dalle città in cui viviamo. Peraltro questi sistemi sarebbero particolarmente adatti alle zone del Malcantone e del Vedeggio. Minibus agili che arrivano direttamente a casa, prenotati con il telefonino, renderebbero molto più interessante i servizi pubblici del tram e dei treni. ".
01.10.2017


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