C'è chi regala un organo anche senza legami familiari
Sono in aumento
le donazioni tra viventi
PATRIZIA GUENZI


Negli ultimi anni il numero di donazioni "da vivente" è molto aumentato. Rappresentano circa la metà di tutti i donatori. Nella maggior parte dei casi avviene tra persone unite da legame affettivo (donazione dedicata). In teoria, è possibile donare un rene o un polmone e continuare a vivere. Anche dal fegato si può prelevarne una parte, è infatti un organo che si rigenera. La donazione da vivente presenta indubbiamente dei grandi vantaggi, ma pure dei rischi per i donatori. Da un lato si possono effettuare con calma tutti gli accertamenti medici preliminari e pianificare in modo ottimale il momento esatto dell’intervento; i pazienti devono attendere di meno per ricevere un organo. E ancora, nelle donazioni tra consanguinei le reazioni di rigetto sono meno gravi. Tutti fattori, questi, che migliorano le prospettive di riuscita di un trapianto. Tuttavia, i donatori corrono dei rischi per la loro salute, direttamente legati allʼintervento o a lungo termine, differenti a seconda dell’organo donato. Da qui l’esigenza di effettuare un accertamento approfondito dello stato di salute dei candidati a una donazione da vivente. Dopo il prelievo di un organo, i donatori devono ricevere un’assistenza medica molto accurata.
Non solo. Oltre all’accertamento dello stato di salute di chi dona, serve verificare dettagliatamente in un colloquio preliminare le motivazioni della sua decisione. In particolare vanno considerati eventuali rapporti di dipendenza nella cerchia familiare o la presenza di pressioni psicologiche. Le direttive e le raccomandazioni di etica medica concernenti le donazioni da vivente elaborate dall’Accademia svizzera delle scienze mediche forniscono un aiuto per accertare questi aspetti medici e psicosociali.
La legge sui trapianti permette anche donazioni "da vivente" tra persone che non si conoscono, le cosiddette donazioni non dedicate. Esiste pure quella incrociata, quando due o più coppie donatore-ricevente si "regalano" reciprocamente un organo perché all’interno della singola coppia vi è una qualche incompatibilità. Per legge, una donazione da vivente deve essere un atto gratuito. I costi dell’intervento, dell’assistenza post-operatoria e un adeguato indennizzo per la perdita di guadagno effettivamente subita sono assunti dalla cassa malati del ricevente. Se la donazione è destinata a un bambino, dei costi si fa carico l’assicurazione invalidità. Tutte le persone che hanno donato un organo da viventi sono iscritte nel Registro svizzero sulla salute dei donatori di organo viventi e sono sottoposte periodicamente a esami medici. Questo per individuare e trattare per tempo eventuali problemi di salute.
08.10.2017


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