La nuova attrazione dei giovani verso i trasporti pubblici
"La patente piace meno,
cambiano le abitudini"
MASSIMO SCHIRA


Anche se resta il mezzo di trasporto più utilizzato in Svizzera, l’automobile sta perdendo un po’ di "sex appeal". Soprattutto tra i giovani, che guardano alla patente di guida con meno entusiasmo rispetto al passato. Ottenere la licenza, subito, appena compiuti i 18 anni, insomma, non è più una priorità. Un fatto che, in prospettiva, potrebbe influire parecchio sulle abitudini di trasporto del futuro e che emerge da uno studio condotto dall’Istituto di geografia dell’Università di Losanna. "Lo sviluppo dei trasporti pubblici anche la notte o il week end e cambiamenti nella società, come il maggiore accesso agli studi e il fatto che si fonda una famiglia più tardi, hanno contribuito a togliere alla patente quel ruolo di rito di passaggio all’età adulta", spiega al Caffè il professor Patrick Rérat, co-autore dello studio. Si potrebbe immediatamente pensare che alla base di questo cambiamento d’abitudini ci siano i costi della patente. "Ma non è così - osserva Rérat -, perché i corsi erano considerati cari anche negli anni passati, ma la tendenza è cambiata solo ora. La fascia tra i 18 e i 24 anni è scesa da un tasso di patenti del 70% al 58% attuale in soli cinque anni. Ma l’ultimo aumento reale di costi è del 2005, con l’introduzione dei 700 franchi del corso a due fasi". In realtà il ricercatore non vede neanche un "disamore" verso l’automobile. "Va detto che non si assiste ad un calo in senso stretto del numero di licenze di condurre in Svizzera - conclude Rérat -. Quanto di un ritardo nel momento in cui si ottiene la patente. Non è più un simbolo di libertà, è considerata più in senso utilitaristico".
22.10.2017